V CAMPIONATO NAZIONALE A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1992

Il 5° Campionato nazionale a squadre maschile e femminile si svolge a Cervia Milano Marittima nella seconda settimana di settembre dal 9 al 12. Hanno partecipato all’evento 18 Università: Ancona, Bologna, Catania, Chieti, Cosenza, Ferrara, Genova, Messina, Milano statale, Milano Politecnico, Padova, Parma, Pisa, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Salerno, Trieste, Venezia Ca’ Foscari e IUAV con la presenza di oltre duecento giocatori. Il racconto del Campionato è affidato all’intervista che Gaetano Baldi rivolge al deus ex machina della situazione, Michele Contento, e a un breve trafiletto che Piergiorgio Seghene redige su Genuense Athenaeum.

Nella premessa il redattore del Cubo  1992-Cubo-N-¦-10-ottobre-1992.pdf (7 download) osserva che l’esito del Campionato è stato per Bologna solo parzialmente soddisfacente. Infatti, accanto al meritatissimo e insperato secondo posto della squadra femminile, ha fatto da contraltare un deludente quarto posto della blasonata squadra maschile.

La descrizione e l’analisi del Campionato sono affidate all’intervista di Mike Contento, che, con la solita verve, cerca di giustificare l’insuccesso dei maschi e di esaltare il risultato delle sue giocatrici.

Il capitano bolognese sottolinea che “Il Campionato di Tennis è ormai una delle massime manifestazioni nazionali tra dipendenti universitari, e la quinta edizione è stata sicuramente una delle meglio riuscite, sia per la buona partecipazione degli Atenei sia per l’ottima località scelta. Cervia e Milano Marittima sono due località tra le più accoglienti dell’alto Adriatico e si prestano ottimamente a ospitare queste manifestazioni sia per la vasta offerta alberghiera che per gli ottimi impianti di tennis disponibili. L’Hotel Aurelia ha ospitato i tennisti per i quattro giorni della manifestazione con ottima soddisfazione di tutti e il Circolo tennis Cervia, diretto dal Maestro Falaschi, con undici campi a nostra disposizione è stato sicuramente all’altezza della manifestazione.”

Al rilievo fatto dall’intervistatore sul numero troppo elevato di incontri, secondo alcuni partecipanti, Contento obietta che  “Il Campionato si sviluppa su una formula ormai collaudata di tre gare, due maschili (gara principale e torneo di consolazione) e una femminile ma quest’ anno, abbiamo voluto proporre anche un torneo di doppio giallo aperto a tutti i partecipanti alla manifestazione (anche accompagnatori). L’iniziativa è stata molto divertente e apprezzata da tutti, tanto che hanno partecipato al torneo ottanta giocatori. E’ evidente che il numero delle gare e degli incontri è stato considerevole, però il bello di questo Campionato è nello stare tutti insieme per quattro giorni sui campi da tennis.

Per dare un’idea del numero degli incontri disputati posso dire che dal pomeriggio del Mercoledì 9 Settembre al Venerdì 11 Settembre abbiamo occupato ininterrottamente tutti gli undici campi a nostra disposizione dalle nove del mattino fino alle venti della sera.”

La descrizione della semifinale tra Bologna e Genova è il pezzo forte dell’intervista. Il capitano bolognese incalzato dall’intervistatore sui motivi della sconfitta dello squadrone felsineo ammette candidamente di “aver schierato in maniera sbagliata i giocatori in campo” e “di aver mancato di intuito”. Alla domanda se la squadra di Genova è stata fortunata, il buon Mike non prende atto del fiuto strategico del capitano genovese, ma giustifica l’insuccesso solo per la “componente fortuna” che ha arriso ai Genovesi. Ma ecco le parole di Contento: “La rappresentativa di Genova, come ho già altre volte dichiarato, è una buona squadra che dispone di tre giocatori, Luca De Ferrari, Pier Luigi Pinelli e Giovanni Pirroli di buon livello e Giancarlo Aurora a un livello nettamente inferiore, per cui non raggiunge ancora l’omogeneità tecnica della nostra squadra. Nel caso particolare del nostro incontro hanno puntato tutto su un doppio forte, De Ferrari/Pinelli e un singolo competitivo, Giovanni Pirroli, dando per scontato il punto perso del secondo singolarista Giancarlo Aurora. Noi al contrario abbiamo schierato una formazione senza dei veri punti deboli: Ricci Bitti e Rambaldi in singolare e Cludi-Contento in doppio. Purtroppo, ecco la componente fortuna che entra in gioco, i singolaristi si incrociano in maniera per noi sfavorevole: Giovanni Ricci Bitti incontra Giancarlo Aurora, il singolarista più debole, e Sandro Rambaldi deve vedersela con Giovanni Pirolli, giocatore di pari livello. Qualsiasi altra formazione o combinazione di giocatori avessimo messo in campo, l’incontro sarebbe stato chiuso a nostro favore senza ombra di dubbio”.

Sul Genuense Athenaeum, il trafiletto a cura di Piergiorgio Seghene offre una versione un po’ diversa della semifinale fra i due Atenei. Secondo il redattore genovese non si è trattato di una “fortunata scelta” di formazione, ma di una “studiata scelta” dei giocatori da schierare in campo. Il capitano genovese, conscio che, dopo la battaglia con Giovanni Ricci Bitti nell’afoso fine mattinata di Rende, il forte giocatore felsineo avrebbe giocato per primo, per evitare la calura, faceva scendere in campo Giancarlo Aurora, il giocatore più debole della squadra. Costui entrava in campo con in mano l’immancabile pacchetto di Nazionali senza filtro e confessava candidamente a un Giovanni basito che sarebbe stato il suo avversario. Incomincia così una “fortunata” serie di strategie tennistiche che vedono quasi sempre Bologna soccombere nei confronti di Genova nella scelta della formazione. La cosa si ripete talmente a lungo, che il capitano genovese chiede, scherzosamente, a Mike Contento di partecipare gratuitamente (cosa strana per Genova, ma il capitano è toscano!) a un corso accelerato di tattica tennistica.

I particolari dell’incontro sono affidati alla memoria e al rammarico di Mike, poiché il Genuense Athenaeum si limita al semplice dettaglio dei risultati.

“Il primo singolare è vinto senza problemi — racconta Contento — dato l’enorme divario tecnico fra Giovanni Ricci Bitti e Giancarlo Aurora. Il secondo incontro è il doppio Contento/Cludi contro De Ferrari/Pinelli vinto dai Genovesi. Nel primo set, la partita scorre con estremo equilibrio ma il bravo De Ferrari (giocatore ex classificato di cat. B) riesce a recuperare ben tre games da 40/15 a nostro favore e vincere il set 7/5; nel secondo, anche demoralizzati dall’andamento del primo set, non siamo riusciti a rientrare in partita e a essere competitivi, così abbiamo ceduto il set 6/3. Infine il secondo singolare, ultimo e decisivo per vincere l’intero incontro, ha visto Sandro Rambaldi contro Giovanni Pirolli. Il nostro Sandro, nel primo set, è partito molto bene giocando a tutto campo e costringendo il suo avversario all’errore fino al 5/2 a suo favore ma, dopo aver fallito ben quattro set point, ha ceduto al tiebreak. Anche nel secondo set Rambaldi parte in quarta, raggiunge il 3/0 a suo favore, ma stranamente il suo tennis diventa sempre meno incisivo e Pirolli, grande pedalatore e ottimo difensore riesce ad aggiudicarsi il set per 6/3 e vince l’incontro. Giornata veramente storta per il nostro Rambo”. Il capitano bolognese rileva, infine, che la squadra è un po’ corta e pensa di rinfoltirla con altri giocatori quali Giorgio Aicardi, Giuseppe Marinelli e Giovanni Bellettini.

La descrizione della finale è affidata ancora alle dichiarazioni di Contento. “E’ presto detto — osserva Mike — Genova schiera la medesima formazione con cui ci ha battuto, ma Capitan Cavicchioni, con fiuto da vero felino, indovina la combinazione degli incontri. Così il forte Ilario Casoni incontra Giovanni Pirolli il loro più forte singolarista e vince senza problemi. Palara/Cavicchioni, come era prevedibile, perdono il doppio contro De Ferrari/Pinelli e infine lo scontro tra i numeri due delle squadre è vinto dal ferrarese Andrea Baruffaldi. Ancora una volta l’Università di Ferrara, sorniona e fortunata, vince il Campionato”.

Il capitano bolognese esalta anche la prestazione della squadra di Milano che, disponendo di due bravi e giovani tennisti, che possono ancora crescere, si classifica inaspettatamente al terzo posto.

Il tennis femminile trova ancora una volta poco spazio, perché, al di là del Cubo e di Genuense Athenaeum, non vi sono altre riviste (o se vi sono, sono sconosciute allo scrivente) che illustrano i risultati del Campionato femminile. Il nostro Mike si sofferma solamente sulla squadra bolognese che ha raggiunto il massimo risultato possibile. La squadra dell’Università di Padova, infatti,  è risultata fuori dalla portata delle Felsinee, potendo disporre di due giocatrici molto forti (paragonabili alla De Cola) e un ottimo doppio. Al tennis in gonnella bolognese non resta che sperare nella partecipazione al Campionato della Dr.ssa Piccolomini, ricercatrice di Matematica, forte giocatrice di Cat. C.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1992

V

Cervia – Milano Marittima

Ferrara

Genova

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1992

IV

Cervia – Milano Marittima

Padova

Bologna

 

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IV CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS MASCHILE E FEMMINILE 1991

Con la partecipazione di 17 squadre (Bologna, Napoli Navale, Ferrara, Roma “La Sapienza”, Genova, Messina, Ancona, Chieti, Venezia “Ca’ Foscari”, Trieste, Parma, Milano Politecnico, Reggio Calabria, Potenza, Salerno, Bari, Cosenza) si è svolta, a Cosenza dal 12 al 15 settembre, la quarta edizione del Campionato nazionale di tennis riservato ai dipendenti universitari.

La squadra bolognese, forte dei giocatori Lino Cludi, Michele Contento, Sandro Rambaldi e Giovanni Ricci Bitti ha incontrato e battuto nell’ordine le rappresentative di Genova, Venezia “Ca’ Foscari”, Roma “La Sapienza” in semifinale e quindi Catania in finale.

La squadra maschile di Bologna: da sinistra L Cludi. S. Rambaldi, M. Contento, G. Ricci Bitti

È il caso di sottolineare che per la prima volta si iscrive al via la squadra di Genova che, come vedremo nel prosieguo, “infiniti lutti” addurrà ai Bolognesi e alle altre squadre che si troverà di fronte.

Il resoconto del Cubo sul Campionato consente di seguirne lo svolgimento in modo cronachistico. “Dal punto di vista tecnico — si legge sul Cubo  1991-Cubo-N-¦-10-ottobre-1991.pdf (7 download) — non esistevano, in questa edizione, squadre in grado di ostacolare lo strapotere della formazione bolognese poiché i campioni uscenti dell’Ateneo di Ferrara erano privi dei giocatori più forti, Casoni per il singolo e Cavicchioni per il doppio, perché entrambi infortunati. Le squadre di Genova e di Roma avrebbero certamente meritato più fortuna e un posto migliore in tabellone”. In verità, Genova aveva un “posto migliore” in tabellone, essendo stata sorteggiata contro Ferrara, priva di Casoni e Cavicchioni, ma per le rimostranze del capitano di Parma, capitata contro Bologna al primo turno, e per l’ingenuità del capitano genovese — digiuno, per una volta, di strategie tennistiche universitarie (ma si riprenderà in fretta!) — che accettava tre sorteggi, Genova finiva contro Bologna per la gioia di Parma e delle altre squadre.

Il Cubo non sottolinea questa irregolarità, ma addolcisce la pillola, dando la colpa alla sfortuna: “Genova ha avuto la sfortuna, essendo squadra di livello pari a quello delle altre tre semifinaliste, di incontrare Bologna al primo turno mentre Roma, se si fosse trovata nella parte bassa del tabellone, avrebbe avuto buone possibilità di raggiungere la finale.

Della squadra di Genova si può dire che ha costituito la vera rivelazione del Campionato; presente per la prima volta, ha disputato ottimi incontri dopo la sconfitta con Bologna aggiudicandosi senza problemi il torneo di consolazione fra le eliminate al primo turno”. A questo proposito, la cronaca del Cubo viene integrata con quella del Genuense Athenaeum che con Piergiorgio Seghene evoca l’epico incontro di Piter contro Giovanni Ricci Bitti. Il Genuense Athenaeum, dopo aver lodato l’organizzazione del Campionato da parte del Circolo dell’Universi­tà di Calabria, sottolinea che, nonostante la “dislocazione” della sede della manifestazione non favorevole alle Università del Nord e del Centro Italia, hanno par­tecipato alla manifestazione i Circoli di 22 Atenei. Tra questi, e per ­la prima volta, anche l’Univer­sità di Genova, con una sparuta ma qualificata pattuglia di “racchettari”: Pier Luigi Pinelli, Giancarlo Aurora, Luca De Ferrari, Luigi Stagi, Angelo Rossi e Seghene Piergiorgio in veste di accompagnatore. Sfortunatissimo l’abbinamento nel tabellone dopo il “terzo” sorteggio: il primo incontro con la testa di serie n° 2, Bologna. Ciò nonostante, al miglior singolarista emiliano (Giovanni Ricci Bitti) son volute più di 3 ore e la “respirazione bocca a bocca” da parte del capitano Contento per aver ragione del Pinelli, detto “sette polmoni”. La squadra genovese non demordeva e, immessa nel girone di consolazione, dopo aver vinto con estrema facilità gli incontri con Parma, Politecnico di Mi­lano e Messina, si aggiudicava il titolo “piccolo”. Dimostrava però di essere, e questo anche a detta di terzi, la rappresentativa più forte dopo Bolo­gna. Dimostrava anche, e questo è importantissimo, di aver ampi margini di crescita. Se il prossi­mo anno Luca De Ferrari condurrà con più frequenza una preparazione fisica atta a riportarlo ai vecchi fastigi e se il “doppio” raggiungerà una maggiore intesa nessun traguardo sarà precluso. Da Cosenza una grossa soddisfazio­ne dunque, una soddisfazione che premia non solo chi, sobbarcandosi più di 20 ore di macchina è andato e tornato da Cosenza, ma anche il no­stro Circolo che, perseguendo la poli­tica di partecipazione alle manifesta­zioni nazionali, ha spinto e contribuito alla realizzazione di un nuovo momen­to di incontro con i dipendenti di altri Atenei”.

Chiusa la parentesi del Genuense Atheneum, riprendiamo la narrazione del Cubo, che serve da canovaccio al racconto generale. Il redattore del giornale accademico bolognese indugia sulla crescente competitività della squadra romana, il cui trascinatore, Luigi Campanella, si è presentato in “eccellente forma ha superato giocatori più giovani combattendo come un leone, arrendendosi solo in semifinale alla pressione esercitata da Michele Contento, non senza aver venduto cara la pelle in circa due ore dì gioco con fasi alterne a favore dl entrambi”.

In finale, dunque, giungono Bologna e Catania, che, sovvertendo qualunque pronostico, ha saputo sfruttare al meglio il proprio potenziale atletico costituito dal forte Orezio Sortino in singolare e dal vecchio e inossidabile Lucio Paternò schierato, per l’occasione, in doppio.

La finale non ha avuto molta storia risultando, nonostante queste premesse, piuttosto squilibrata. Giovanni Ricci Bitti ha superato senza difficoltà Fernando Nicoletti e Sandro Rambaldi ha battuto Orezio Sortino in due set, facendo pesare la superiorità tecnica e l’ottima condizione fisica.

Questi dunque i dati tecnici di una edizione del Campionato non scevra da polemiche e critiche che dovranno essere oggetto di attenta riflessione nelle opportune sedi nazionali. Poco felice, ad esempio. è parsa la scelta di una sede troppo decentrata e con impianti non al massimo delle aspettative, così come, aldilà dell’impegno personale di Angelo Lombardi (responsabile del Circolo Dipendenti dell’Università della Calabria), assai carente è apparsa l’organizzazione complessiva della manifestazione. Il gravosissimo compito di soddisfare le esigenze di oltre duecento ospiti non può essere sostenuto da una sola persona pur capace e volonterosa. Qualche critica è stata mossa anche al Regolamento della manifestazione (vedi i tre sorteggi a tabellone già definito e affisso!)  che dovrà essere riveduto con un più esplicito riferimento alle norme ormai consolidate dei campionati della Federazione Italiana Tennis.

Non solo ombre naturalmente: la scelta di una sede del Sud ha favorito la partecipazione degli atenei meridionali con cinque nuove presenze che, si auspica, possano permanere anche nelle prossime edizioni.

Al di là delle critiche resta comunque il positivo bilancio di una manifestazione che raduna oltre duecento partecipanti con grande voglia di divertirsi con lo sport preferito e di misurarsi agonisticamente per provare quelle emozioni che solo la gara sa offrire.

Il tennis in gonnella è raccontato sul Cubo da Luisa De Cola, la più forte singolarista della squadra bolognese che risulta formata da S. Bagnarelli, L. De Cola, M.G. Frignani, L. Tedeschi ed E.M. Zantedeschi. Il viaggio, lungo e faticoso, alla volta di Cosenza — scrive la De Cola — si concludeva, dopo varie vicissitudini, con l’arrivo a Rende e la sistemazione nella foresteria dell’Università ex convento artisticamente pregevole ma poco funzionale.

Dopo una notte “movimentata” (da cosa? Da fantasmi di frati che inseguono le “sorelle” bolognesi? ndr) e l’inaugurazione dei campionati da parte di personalità politiche e religiose locali scendiamo in campo contro la squadra di Ancona. Disputiamo un primo singolare vinto agevolmente dalla Bagnarelli cui segue un incontro combattutissimo che vede la Zantedeschi sconfitta dopo più di due ore. Decisivo il doppio giocato e vinto dalle nostre Frignani e Tedeschi. La prima giornata si conclude con il trasferimento dall’ex convento all’Albergo San Francesco dove avviene il ricongiungimento con le altre squadre.

Venerdì 13 incontriamo la squadra di Trieste che ci aveva dato del filo da torcere due anni addietro a Pescara. I nostri timori si rivelano comunque eccessivi perché dopo aver vinto i due singolari riusciamo a strappare anche il terzo punto nel doppio. Con questa vittoria ci aggiudichiamo anche la prima posizione nel nostro girone.

La giornata comunque è per noi ancora lunga e nel pomeriggio ritorniamo in campo per disputare la semifinale con la rappresentativa di Parma. La vittoria è abbastanza agevole e lasciamo alle avversarie solo cinque games complessivamente. L’occhio e l’orecchio sono comunque orientati sugli altri campi dove Trieste gioca una partita molto impegnativa contro Catania. Incontreremo in finale nuovamente le colleghe triestine. Finalmente sabato è una mattina senza tennis! Qualche ora in piscina con le ex avversarie e poi sui campi a sostenere la squadra maschile impegnata nella semifinale.

La squadra femminile di Bologna
Da sinistra: L. Tedeschi, M. G. Frignani, S. Bagnarelli, E.M. Zantedeschi, L. De Cola

Dopo un pranzo da vere atlete scendiamo in campo contro Trieste schierando una formazione che sorprende le avversarie. Nonostante la nostra emozione di giocare per la prima volta una finale nazionale il punteggio è un netto 3/0 per noi (Bagnarelli 6/1-6/0; De Cola 6/2-6/l; Frignani-Tedeschi 7/5-6/0).

A cena, gioia e festa grande. C’è anche il Presidente del nostro Circolo, Alessandro Battilana sceso dal nord quasi presago della doppia vittoria delle nostre squadre (Non sarà per caso di nuovo portato in guardina per eccesso di premi?). Naturalmente spumante per tutti prima dello spettacolo, al Teatro Rendano, organizzato dal Comitato di Cosenza.

Siamo giunte dunque alla fine: Campionesse d’Italia 1991!

Premiazione, ringraziamenti, saluti chiudono la nostra spedizione. Arrivederci all’edizione 1992.

Cosa aggiungere alla descrizione della De Cola? Solo il dettaglio dei risultati.

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1991

IV

Cosenza: Università della Calabria

Bologna

Catania

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1991

III

Cosenza: Università della Calabria

Bologna

Trieste

 

III CAMPIONATO DI TENNIS UNIVERSITARIO MASCHILE E FEMMINILE 1990

Il terzo Campionato di tennis universitario si svolge di nuovo nella città che gli ha dato i natali. La terza edizione della kermesse tennistica, che il redattore del Cubo definisce Gioie e dolori di una bellissima edizione 1990-Cubo-N-¦-10-ottobre-1990.pdf (7 download) , è stata più vivace, più combattuta e più interessante delle precedenti. Il livello tecnico è cresciuto e con esso la tensione agonistica che ha suscitato qualche polemica sulla interpretazione del regolamento, spenta comunque sul nascere dall’encomiabile spirito sportivo dei partecipanti e dall’attenta e abile conduzione dei giudici arbitri Proff. Leardini e Porzi. La più interessante, sia perché con la vittoria della squadra di Ferrara (riferiscono fonti locali che, dopo la vittoria, i Ferraresi cantassero sotto voce nello spogliatoio all’indirizzo dei Bolognesi: “Con un poco di zucchero la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola va giù”) si è interrotto lo stucchevole dominio della rappresentativa bolognese — facile vincitrice dei primi due Campionati —, sia perché la presenza del Magnifico Rettore Fabio Roversi Monaco, nella veste di giocatore e in quella istituzionale di patrocinatore della manifestazione, ha conferito alla stessa quel carattere di ufficialità che l’impegno organizzativo del Circolo e della Sezione Tennis guidata da Michele Contento certamente meritavano.

Onore al merito dunque agli organizzatori e un caloroso applauso ai vincitori che hanno battuto i Felsinei, abituati al noto: “Ti piace vincere facile…”. La vittoria di Ferrara cadeva a fagiolo per celebrare il VI centenario dell’ Ateneo estense.

L’analisi del Campionato è affidata all’intervista che Gaetano Baldi, redattore del Cubo, rivolge al capitano della squadra bolognese, Michele Contento.

Il nostro Mike, da buon capitano selezionatore, si assume tutta la responsabilità della sconfitta e invoca a scusante (e chissà quanti altri mea culpa dovrà recitare negli anni a seguire sulle scelte e sulla tattica! ndr) “una errata scelta di formazione”. Incalzato dall’intervistatore sulle scelte strategiche errate, il buon Mike puntualizza: “La nostra squadra è articolata in modo tale che scambiando i ruoli fra i giocatori (forse l’amico Mike non sa che nel tennis la proprietà commutativa non è valida, perché le scelte vanno fatte a priori e a scatola chiusa: per l’a priori dovrebbe chiedere lumi a Pio e per la proprietà commutativa a Giovanni!) è in grado di adattarsi nel modo migliore alle diverse formazioni avversarie. La rappresentativa dell’Università di Ferrara si presentava per la prima volta al Campionato Nazionale; non ne conoscevamo quindi la forza e le caratteristiche. Dei due singolaristi si conosceva solo la bravura di Ilario Casoni, forse 1° classificato in campo regionale. Di Giorgio Trombetta si sapeva che è un atleta di pentathlon, ma non che fosse anche un forte tennista. L’incognita era comunque il doppio formato da Cavicchioni/Palara.

Dall’osservazione dei loro incontri precedenti, non mi era parso particolarmente forte, sembrava necessario quindi presentare una formazione che potesse vincere sicuramente uno dei due singolari e predisporre un doppio discreto. Per questo ho deciso di affidare a me stesso e a Cludi i singolari poiché chiunque di noi due avesse incontrato il singolarista più debole della formazione ferrarese avrebbe conquistato il punto. Per il doppio, che poteva diventare decisivo, ho scelto la coppia Giovanni Ricci Bitti/Sandro Rambaldi”.

La scelta di Rambo e la contemporanea esclusione di P. E. Ricci Bitti ha provocato la sconfitta contro il duo ferrarese Cavicchioni/Palara. Il simpatico Rambo quante altre delusioni dovrà dare al povero capitan Mike! Ma, veniamo alla spiegazione della scelta del capitano, in parte condivisibile, se non fosse nota la fragilità emotiva di Rambo nei momenti decisivi degli incontri: “a causa del maltempo — puntualizza Michele — l’incontro è stato disputato sui campi in boltex al coperto. Rambaldi sulla superficie veloce è stato sempre un giocatore positivo. Il giorno precedente, in singolare, contro Padova aveva giocato benissimo, producendo un servizio potente e un palleggio molto regolare per cui avevo fiducia che ripetesse la medesima prestazione. Pio Ricci Bitti, per sua ammissione, non si sentiva sicuro su quella superficie di gioco”.

La descrizione degli incontri è molto sintetica: Ilario Casoni rifila un rapido 6/1, 6/2 a Mike, senza aggiungere, come farà qualche anno dopo con Antonio Callari sconfitto per 6/0, 6/1, “e se non avevo un po’ male alla mano non facevi nemmeno quello”! Lino Cludi liquida con lo stesso punteggio Giorgio Trombetta.

Sul risultato di uno pari, l’incontro decisivo per il titolo è rappresentato dal doppio. Sulla carta, G. Ricci Bitti/Rambo sembravano nettamente più forti di Cavicchioni/Palara, anche se i due Estensi formano una coppia affiatata e si sa che nel doppio l’affiatamento è importante quanto la qualità del gioco. Comunque, all’inizio, la scelta del capitano pareva essere corretta: il 1° set è vinto dai Felsinei per 6/2. Ma, nel secondo e nel terzo set, la mancanza di vis pugnandi di Rambo si manifestava e provocava la sconfitta della squadra bolognese per 6/2, 3/6, 3/6. Ferrara diventava quindi Campione nazionale 1990.

Il nostro Mike si consola (è una qualità che gli invidio! ndr) con l’aglietto, cioè con l’organizzazione, che è la cosa che sa far meglio! Il lato organizzativo, esordisce, “è stato un vero successo. Era presente circa il 50% delle università italiane con la partecipazione di circa duecento persone tra atleti e accompagnatori… una vera festa sportiva: 37 incontri con oltre 90 partite, tutte di ottimo livello tecnico e con un equilibrio in campo (e Casoni 6/1, 6/2? ndr) al di sopra di ogni aspettativa. Ma il vero motivo di orgoglio è stata la partecipazione attiva del Magnifico Rettore del nostro ateneo che, scendendo in campo con la nostra squadra, ha dato prestigio e ufficialità a tutta la manifestazione”.

Tralasciamo la sviolinata del redattore del Cubo e di Mike sulla prestazione del Rettore e sul diritto “sfoderato” dal Magnifico contro il Prof. Luigi Campanella dell’Università di Roma, è doveroso riconoscere che è un caso più unico che raro vedere un Rettore scendere in campo in un evento sportivo!

La conclusione dell’intervista assume, in prospettiva futura, una connotazione profetica: “Noi saremo sicuramente ancora la squadra da battere e, se non commetteremo (plurale maiestatis = non commetterò) errori tattici, la riconquista del titolo dovrebbe essere possibile”. Caro Michele (non è il romanzo della Ginzburg) quanti altri “errori tattici” commetterai ancora? Lo “scopriremo solo vivendo” le prossime puntate dei Campionati.

Il tennis in gonnella è affidato alla descrizione di Luisa De Cola che, con un pizzico di amarezza, sottolinea la mancata presenza della nostra squadra bolognese in finale. “Anche quest’anno — scrive la De Cola — il titolo è stato vinto dalla squadra di Siena già vincitrice della scorsa edizione. Le nostre ragazze hanno dovuto cedere in semifinale alle tenaci padovane che, oltre a giocare un buon tennis, hanno dimostrato di sentire meno l’emozione della partita soprattutto nei momenti decisivi.

Dopo aver vinto infatti il primo singolare, la rappresentativa bolognese perdeva al terzo set il secondo incontro giocando così la partita decisiva nel doppio. Ma la responsabilità del punto che avrebbe aperto le porte alla finale, la maggiore esperienza e il buon livello tecnico delle avversarie hanno fatto svanire questo sogno lasciando via libera alla squadra di Padova.

L’altra semifinale ha visto in campo le squadre di Catania e Siena. II gioco regolare e spesso aggressivo delle senesi ha incontrato ben poche resistenze da parte delle siciliane. La finale giocata quindi da Padova e Siena ha regalato momenti di grande emozione soprattutto nel primo singolare. Dopo un primo set vinto abbastanza facilmente dalla senese Gianna Valenti il secondo si concludeva a favore di quest’ultima solo al tie-break vinto 7/5. Vorrei tuttavia sottolineare la grande perseveranza di Pierina Vinadello (Padova) che con indicibile grinta e voglia di vincere non ha mai allentato la pressione coinvolgendo il pubblico e accattivandosi le simpatie di molte di noi. Il secondo singolare è stato vinto con meno difficoltà da Simonetta Michelotti che ha dimostrato ancora una volta la sua ottima forma e, soprattutto, la capacità di variare il gioco con numerose incursioni a rete. A tutte le partecipanti desidero augurare una stagione di grande tennis e alla mia squadra in particolare un caldo incoraggiamento ad allenarsi per vincere, come è nelle sue potenzialità”.

L’augurio di Luisa troverà riscontro nel prossimo Campionato? Non vi resta che leggere la prossima puntata di questo feuilleton tennistico.

 

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1990

III

Bologna: Univ. Alma Mater Studiorum

Ferrara

Bologna

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1990

II

Bologna: Univ. Alma Mater Studiorum

Siena

Padova

 

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II CAMPIONATO DI TENNIS UNIVERSITARIO MASCHILE E FEMMINILE 1989

Il secondo Campionato nazionale di tennis a squadre delle Università italiane si è svolto, come recita il Gazzettino di Chieti  1989-CHIETI.pdf (6 download) , «nella splendida cornice di pubblico dell’esclusivo Tennis Club Pescara 2,  dal 5 al 9 settembre. La squadra maschile bolognese è stata la dominatrice indiscussa del torneo, la squadra femminile invece è arrivata solo quarta. La cosa ha molto indispettito il presidente del CRAL Battilana che, sembra, abbia già scritto una lettera a Fabio il Magnifico per cambiare lo stemma del Nono Centenario sostituendo Alma mater con Almus pater».

La simpatica annotazione, riportata dalla stampa chietina, serve da preludio all’analisi dettagliata dell’evento tennistico che ha consacrato per la seconda volta la vittoria della squadra bolognese. Le parole con cui il capitano della squadra felsinea, evoca la manifestazione tennistica — «Lo scorso anno manifestai ufficialmente la mia delusione sul livello tecnico delle Università che parteciparono al 1° Campionato a Bologna» — mi hanno riportato alla mente la storia dei primi Campionati di calcio, vinti dal Genoa, dalla Juventus e dal Milan: «Il Campionato Nazionale di Football 1898 fu il primo campionato italiano di calcio della storia. Tenutosi in un’unica giornata a Torino l’8 maggio 1898, vide la partecipazione di 4 squadre, tre cittadine (FC Torinese, Internazionale Torino, Ginnastica Torino) e il Genoa, che vinse il torneo». Ma non sottilizziamo troppo su questa prima vittoria dei Bolognesi e rievochiamo attraverso Il Cubo  1989-Cubo-N-¦-8-9-agosto-settembre-1989.pdf (6 download) le impressioni dei protagonisti.

Mike Contento, con la sua solita verve, descrive lo svolgimento del Campionato, mettendo in risalto il successo della squadra maschile di Bologna che si laurea di nuovo Campione d’Italia. Lasciamo dunque la parola, meglio la descrizione del Campionato, a Mike: «Con la superba organizzazione del C.R.A.D. dell’Università G. D’Annunzio di Chieti, sui campi del Circolo Tennis Pescara 2, si sono incontrate sedici università italiane per la conquista del titolo italiano di tennis maschile e femminile.

La nostra rappresentativa maschile formata da: Franco Casali, Lino Cludi, Michele Contento, Sandro Rambaldi, Giovanni Ricci Bitti, ha difeso e riconquistato il titolo italiano battendo in una finale bella ed entusiasmante la compagine dell’Università di Perugia.

Il livello tecnico espresso in questa seconda edizione è di ottima levatura e l’Università di Bologna non è più la sola ad elevarsi al di sopra delle altre.

Attualmente vi sono almeno otto università: Perugia, Chieti, Padova, Pisa, Roma La Sapienza, Modena (che in questo campionato non ha purtroppo potuto presentare la squadra al completo) e Pavia (terza classificata nel precedente campionato e grande assente a Pescara), con squadre competitive e giocatori di buon livello tecnico. Se i circoli ricreativi sapranno ben lavorare, si avrà un ulteriore rafforzamento tale da insidiare in modo incisivo il nostro titolo.

Come capitano della squadra dell’Università di Bologna, sono soddisfatto della prestazione di tutta la compagine, ormai molto eclettica e pronta ad adattarsi ad ogni formazione avversaria. Ringrazio particolarmente l’Ing. Giovanni Ricci Bitti, nostro super campione, che, con la sua partecipazione, qualifica e onora la nostra Università.

Le Università  che hanno partecipato sono 17: Ancona, Bologna, Catania, Chieti, Messina, Milano Politecnico, Modena, Padova, Perugia, Pisa, Roma La Sapienza, Siena, Trieste, Venezia Ca’ Foscari, Torino Politecnico, Firenze».

Il tennis in gonnella, che fa la sua prima apparizione in questi Campionati, è descritto da Isabella Galliani che, oltre a rilevare la perfetta organizzazione del Circolo Tennis Pescara 2, sottolinea come l’evento sportivo sia non solo un momento ludico, ma anche un motivo di incontro tra gruppi provenienti da tutte le parti d’Italia. I tennisti e gli accompagnatori si sono ritrovati insieme sui campi da tennis, sulla pista da ballo, alla festa del paese con spaghettata e fuochi d’artificio e fra i boschi ai piedi della Maiella.

Nel 1987 Bologna aveva ospitato il 1° Campionato solo per squadre maschili, mentre, a Pescara, alcune Università hanno schierato anche la squadra femminile. Il tennis femminile era rappresentato da quattro squadre: Bologna, Chieti, Siena e Trieste. La squadra di Siena, dimostratasi nettamente superiore al lotto delle partecipanti, ha vinto il Campionato, battendo la squadra di Chieti, mentre nello spareggio per il terzo posto ha prevalso la squadra di Trieste su quella di Bologna (Bagnarelli, Frignani, Galliani).

Divagazioni sul tema

Le divagazioni sul tema del Campionato 1989 sono affidate alla penna e allo humour del Prof. Franco Casali che descrive l’avvenimento tennistico riproponendo gli elzeviri che Gianpaolo Ormezzano, inviato di Tuttosport al Tour negli anni ‘60, dedicava alle figlie, rimaste a Torino.

Il 2° Campionato Nazionale di tennis a squadre tra le Università Italiane è stato l’avvenimento clou — scrive con arguzia l’accademico felsineo — di questo fine estate pescarese. L’interesse è stato talmente elevato che il noto Gazzettino di Chieti, che ha riportato l’avvenimento, è andato a ruba raggiungendo in poche ore le quotazioni di un Gronchi rosa.

Gli incontri tennistici sono stati contornati da avvenimenti mondano-culturali offerti dagli organizzatori che si sono dimostrati veramente bravi, degni di ricandidarsi per la prossima edizione dei Campionati. La gita alla Maiella è stato il primo impatto con la rude terra d’Abruzzo; alla gita hanno aderito entusiasticamente alcune giovani tenniste con la speranza — si dice — di incontrare qualche pastore abruzzese allo stato brado. Grande delusione quando il prof. Antonucci di Chieti, capo-gita, le ha messe sull’avviso che detti esemplari sono una specie protetta in via di estinzione come il muflone sardo. Alla proposta del prof. Antonucci di fare altre quattro ore di cammino per vedere ben cinque rane in un laghetto, tre dei partecipanti alla gita si sono dileguati con la speranza di riguadagnare il pullman. Purtroppo la Maiella non scherza! Se tempestivamente non fossero arrivati i soccorsi — come riportano le cronache giornalistiche locali — nell’Università italiana ci sarebbero stati un ordinario, un associato ed una segretaria in meno, iniziando così una tragica girandola di concorsi per riempire i posti vacanti. L’atmosfera di tragedia si è dileguata alla sera nel dancing dell’Hotel Sea Lyon dove un’orchestra ritmico sinfonica è stata appositamente assoldata per sciogliere i muscoli dei giovani atleti ed imbastire i muscoli di quelli meno giovani.

Durante un tango stracciato — vista l’età media dei ballerini il pezzo più moderno è stato Una rotonda sul mare —, una coppia di simpatici Triestini, esibendosi in un casquet, è finita stesa sulla pista; tant’è che una giovane partecipante dal chiaro accento emiliano ha esclamato: Soccia, ié propi casché.

Gli incontri si sono susseguiti in modo gioioso o tragico a seconda delle circostanze. La massima drammaticità è stata raggiunta in casa bolognese, quando il capitano Mike Contento si è reso conto che Chieti aveva preparato una squadra molto agguerrita e pericolosa. A questo punto, ipotecando il bilancio del Circolo per i prossimi 25 anni, il capitano del clan felsineo faceva ritornare precipitosamente Giovanni Ricci Bitti dagli Usa, dove stava per vincere Flushing Meadows. Di fronte a questo strapotere del tennista faentino in particolare e della squadra bolognese in generale, il capitano della squadra di Perugia ha proposto una nuova formula per il torneo del prossimo anno: sono esclusi i ricercatori. gli associati e gli ordinari che hanno più di 30 anni per dar spazio ai giovani che ancora hanno bisogno di “tanti BACI … !”

Per scaricarsi della tensione nervosa e di qualche amarezza, Mike ha voluto affrontare il doppio giocato contro il Magnifico di Chieti e il suo compagno, ottimo schermitore come dimostrava l’agilità nel parare le stoccate della coppia bolognese. Soltanto dopo 1 ora di match e volées puntualmente rinviate dalla coppia abruzzese, Mike si è reso conto che i due giocatori avversari avevano subdolamente legato con un filo di elastico le palle da tennis alle proprie racchette.

Il cronista si è poi associato alla comitiva mista felsineo-catanese credendo che il gruppo sarebbe andato al Concerto di musiche amiche appositamente organizzato per questi rappresentanti della scienza e della cultura nazionale. Invece si è trovato in una osteria della vecchia Pescara dove l’oste, che assomigliava moltissimo a Garibaldi, staccava pezzi di porchetta, di agnello e di tacchino menando fendenti a dritta e a manca con una specie di machete. Molto ha rischiato Rambo, il quale, in crisi di astinenza tennistica perché in quella giornata aveva giocato solo 2 ore, era andato dall’oste per chiedergli se voleva fare due palle. Solo l’agilità di Rambo ha evitato il fendente che però ha aperto un ampio squarcio nei pantaloni dell’atleta bolognese.

Uno spiacevole incidente ha però turbato il ritorno da questa festa dello sport: ad un controllo della Stradale, il presidente Battilana è stato fermato e condotto in guardina. Egli non era riuscito a convincere gli agenti che le varie coppe, targhe, oro e gioielli con i quali aveva riempito la sua auto non provenivano dalla casa natale del Poeta — Gabriel d’Annonce, come si dice da queste parti —, bensì erano il bottino — la refurtiva, secondo alcuni avversari — di questi Campionati italiani.

Per il prossimo anno gli organizzatori hanno chiesto opportuni finanziamenti alla Regione Abruzzo con la speranza di non dover ricorrere a campagne tipo “Date l’oro alla Patria” che, sembra, non siano particolarmente gradite alle giovani spose locali.

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1989

II

Chieti: Università D’Annunzio

Bologna

Perugia

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1989

I

Chieti: Università D’Annunzio

Siena

Chieti

 

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I CAMPIONATO DI TENNIS UNIVERSITARIO MASCHILE 1988

Il primo Campionato, programmato nel 1987, si svolge a Bologna nel 1988, sui campi dello Junior Club di Rastignano (BO) dal 6 al 10 settembre.

Siamo negli anni d’oro del tennis sulla scia delle vittorie di Adriano Panatta e Bologna aveva il suo campione: Paolo Canè. Il CT Junior Club di Rastignano, con i suoi 20 campi da tennis e 3000 soci, si presentava decisamente come il migliore e spiazzò i circoli storici della città, il CT Bologna e la Virtus.

I dati in nostro possesso su quegli anni così lontani sono limitati. In quella prima edizione, riservata solo ai tennisti maschi, parteciparono 15 atenei: Ancona, Bologna, Catania, Chieti, Politecnico di Milano, Modena, Parma, Pavia, Padova, Pisa, Roma La Sapienza, Siena, Trieste, Urbino, Venezia.

Questo il resoconto depositato nell’archivio del Circolo di Bologna:

BOLOGNA CAMPIONE D’ITALIA

Con la meritatissima ed esaltante vittoria della rappresentativa del nostro Ateneo, si è concluso venerdì 16 settembre, sui campi dello JUNIOR CLUB di Rastignano, i1primo Campionato nazionale di tennis a squadre riservato ai dipendenti delle Università italiane.

La manifestazione, iniziata lunedì 12 con l’affollata festa di apertura nella splendida cornice dell’Accademia dei notturni convention alla presenza di autorità accademiche, istituzionali e sportive, ha visto contendersi l’ambito titolo gli Atenei di Parma, Bologna, Pavia, Milano, Trieste, Venezia, Modena, Chieti, Ancona, Catania, Padova, Urbino, Roma.

Il vaglio della’ selezione sul campo, perfettamente controllato dai giudici federali Proff. R. Leardini e G. Porzi, ha designato per le semifinali Bologna-Pavia e Modena-Padova e per la finale le due rappresentative emiliane. La nostra squadra, che aveva schierato sino a quel momento, senza perdere neppure un set, Marco Conti e Michele Contento come singolaristi e la fortissima coppia di doppio Lino Cludi/Giovanni Ricci Bitti, metteva in campo a sorpresa Lino Cludi nel primo difficile singolare contro il modenese Maurizio Rossi. Perso il primo set per 4/6 Cludi si imponeva con un perentorio 6/0 nel secondo e concludeva con un brillantissimo 6/2 nel terzo. A Giovanni Ricci Bitti, impeccabile come sempre, il compito di chiudere l’incontro con Giovanni Malagoli con un altrettanto perentorio 6/0 6/0 a risultato acquisito il doppio non è stato disputato.

Un plauso dunque a tutta la squadra a cominciare da Michele Contento che ancora una volta ha profuso tutte le sue energie sia nella apprezzata organizzazione in qualità di responsabile della sezione Tennis e della squadra stessa, sia nelle difficili e vittoriose prestazioni sul campo.

Il plauso si estende ovviamente agli altri artefici della vittoria: Marco Conti, Lino Cludi e Giovanni Ricci Bitti e comprende anche Franco Casali e Giuseppe Marinelli per questa volta in panchina.

Un ringraziamento particolare al Presidente del Coordinamento nazionaIe dei circoli universitari Pupella, che ha voluto aggiungere al Trofeo del nono centenario una splendida coppa oltre ad un premio di ricoscimento per il Circolo promotore.

Per il resto possiamo solo affidarci alla memoria storica di Michele e di Giovanni Ricci Bitti:

“Il circolo dei dipendenti di Bologna è nato nel 1978 ed è stato tra i fondatori del Coordinamento Nazionale dei Circoli dei dipendenti universitari. Nel 1984 Roma La Sapienza avviò il primo campionato nazionale di Calcio e Bologna l’anno dopo, nel 1985, avviò il primo campionato nazionale di Sci sugli appennini al Corno delle Scale. Proporre il primo campionato nazionale di tennis è venuto di conseguenza proprio in occasione dei festeggiamenti del IX centenario dell’Alma Mater.

Non fu difficile ricevere un immediato consenso da 15 Atenei e con il forte appoggio dell’amministrazione universitaria e di alcuni sponsor (erano anni d’oro, vi furono 10.000.000 di lire le entrate) si organizzò il campionato. Gli amici ancora ricordano la festa all’“Accademia dei Notturni” di proprietà della famiglia Tamburini in collaborazione con l’Associazione dei Sommelier diretta a suo tempo dall’amico e collega universitario Claudio Cavallari.

Ricordo il grande entusiasmo e agonismo in campo e, come risulta dall’albo d’oro, vincemmo in finale su Modena.”

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1988

I

Bologna Bologna Modena