IV CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS MASCHILE E FEMMINILE 1991

Con la partecipazione di 17 squadre (Bologna, Napoli Navale, Ferrara, Roma “La Sapienza”, Genova, Messina, Ancona, Chieti, Venezia “Ca’ Foscari”, Trieste, Parma, Milano Politecnico, Reggio Calabria, Potenza, Salerno, Bari, Cosenza) si è svolta, a Cosenza dal 12 al 15 settembre, la quarta edizione del Campionato nazionale di tennis riservato ai dipendenti universitari.

La squadra bolognese, forte dei giocatori Lino Cludi, Michele Contento, Sandro Rambaldi e Giovanni Ricci Bitti ha incontrato e battuto nell’ordine le rappresentative di Genova, Venezia “Ca’ Foscari”, Roma “La Sapienza” in semifinale e quindi Catania in finale.

La squadra maschile di Bologna: da sinistra L Cludi. S. Rambaldi, M. Contento, G. Ricci Bitti

È il caso di sottolineare che per la prima volta si iscrive al via la squadra di Genova che, come vedremo nel prosieguo, “infiniti lutti” addurrà ai Bolognesi e alle altre squadre che si troverà di fronte.

Il resoconto del Cubo sul Campionato consente di seguirne lo svolgimento in modo cronachistico. “Dal punto di vista tecnico — si legge sul Cubo  1991-Cubo-N-¦-10-ottobre-1991.pdf (7 download) — non esistevano, in questa edizione, squadre in grado di ostacolare lo strapotere della formazione bolognese poiché i campioni uscenti dell’Ateneo di Ferrara erano privi dei giocatori più forti, Casoni per il singolo e Cavicchioni per il doppio, perché entrambi infortunati. Le squadre di Genova e di Roma avrebbero certamente meritato più fortuna e un posto migliore in tabellone”. In verità, Genova aveva un “posto migliore” in tabellone, essendo stata sorteggiata contro Ferrara, priva di Casoni e Cavicchioni, ma per le rimostranze del capitano di Parma, capitata contro Bologna al primo turno, e per l’ingenuità del capitano genovese — digiuno, per una volta, di strategie tennistiche universitarie (ma si riprenderà in fretta!) — che accettava tre sorteggi, Genova finiva contro Bologna per la gioia di Parma e delle altre squadre.

Il Cubo non sottolinea questa irregolarità, ma addolcisce la pillola, dando la colpa alla sfortuna: “Genova ha avuto la sfortuna, essendo squadra di livello pari a quello delle altre tre semifinaliste, di incontrare Bologna al primo turno mentre Roma, se si fosse trovata nella parte bassa del tabellone, avrebbe avuto buone possibilità di raggiungere la finale.

Della squadra di Genova si può dire che ha costituito la vera rivelazione del Campionato; presente per la prima volta, ha disputato ottimi incontri dopo la sconfitta con Bologna aggiudicandosi senza problemi il torneo di consolazione fra le eliminate al primo turno”. A questo proposito, la cronaca del Cubo viene integrata con quella del Genuense Athenaeum che con Piergiorgio Seghene evoca l’epico incontro di Piter contro Giovanni Ricci Bitti. Il Genuense Athenaeum, dopo aver lodato l’organizzazione del Campionato da parte del Circolo dell’Universi­tà di Calabria, sottolinea che, nonostante la “dislocazione” della sede della manifestazione non favorevole alle Università del Nord e del Centro Italia, hanno par­tecipato alla manifestazione i Circoli di 22 Atenei. Tra questi, e per ­la prima volta, anche l’Univer­sità di Genova, con una sparuta ma qualificata pattuglia di “racchettari”: Pier Luigi Pinelli, Giancarlo Aurora, Luca De Ferrari, Luigi Stagi, Angelo Rossi e Seghene Piergiorgio in veste di accompagnatore. Sfortunatissimo l’abbinamento nel tabellone dopo il “terzo” sorteggio: il primo incontro con la testa di serie n° 2, Bologna. Ciò nonostante, al miglior singolarista emiliano (Giovanni Ricci Bitti) son volute più di 3 ore e la “respirazione bocca a bocca” da parte del capitano Contento per aver ragione del Pinelli, detto “sette polmoni”. La squadra genovese non demordeva e, immessa nel girone di consolazione, dopo aver vinto con estrema facilità gli incontri con Parma, Politecnico di Mi­lano e Messina, si aggiudicava il titolo “piccolo”. Dimostrava però di essere, e questo anche a detta di terzi, la rappresentativa più forte dopo Bolo­gna. Dimostrava anche, e questo è importantissimo, di aver ampi margini di crescita. Se il prossi­mo anno Luca De Ferrari condurrà con più frequenza una preparazione fisica atta a riportarlo ai vecchi fastigi e se il “doppio” raggiungerà una maggiore intesa nessun traguardo sarà precluso. Da Cosenza una grossa soddisfazio­ne dunque, una soddisfazione che premia non solo chi, sobbarcandosi più di 20 ore di macchina è andato e tornato da Cosenza, ma anche il no­stro Circolo che, perseguendo la poli­tica di partecipazione alle manifesta­zioni nazionali, ha spinto e contribuito alla realizzazione di un nuovo momen­to di incontro con i dipendenti di altri Atenei”.

Chiusa la parentesi del Genuense Atheneum, riprendiamo la narrazione del Cubo, che serve da canovaccio al racconto generale. Il redattore del giornale accademico bolognese indugia sulla crescente competitività della squadra romana, il cui trascinatore, Luigi Campanella, si è presentato in “eccellente forma ha superato giocatori più giovani combattendo come un leone, arrendendosi solo in semifinale alla pressione esercitata da Michele Contento, non senza aver venduto cara la pelle in circa due ore dì gioco con fasi alterne a favore dl entrambi”.

In finale, dunque, giungono Bologna e Catania, che, sovvertendo qualunque pronostico, ha saputo sfruttare al meglio il proprio potenziale atletico costituito dal forte Orezio Sortino in singolare e dal vecchio e inossidabile Lucio Paternò schierato, per l’occasione, in doppio.

La finale non ha avuto molta storia risultando, nonostante queste premesse, piuttosto squilibrata. Giovanni Ricci Bitti ha superato senza difficoltà Fernando Nicoletti e Sandro Rambaldi ha battuto Orezio Sortino in due set, facendo pesare la superiorità tecnica e l’ottima condizione fisica.

Questi dunque i dati tecnici di una edizione del Campionato non scevra da polemiche e critiche che dovranno essere oggetto di attenta riflessione nelle opportune sedi nazionali. Poco felice, ad esempio. è parsa la scelta di una sede troppo decentrata e con impianti non al massimo delle aspettative, così come, aldilà dell’impegno personale di Angelo Lombardi (responsabile del Circolo Dipendenti dell’Università della Calabria), assai carente è apparsa l’organizzazione complessiva della manifestazione. Il gravosissimo compito di soddisfare le esigenze di oltre duecento ospiti non può essere sostenuto da una sola persona pur capace e volonterosa. Qualche critica è stata mossa anche al Regolamento della manifestazione (vedi i tre sorteggi a tabellone già definito e affisso!)  che dovrà essere riveduto con un più esplicito riferimento alle norme ormai consolidate dei campionati della Federazione Italiana Tennis.

Non solo ombre naturalmente: la scelta di una sede del Sud ha favorito la partecipazione degli atenei meridionali con cinque nuove presenze che, si auspica, possano permanere anche nelle prossime edizioni.

Al di là delle critiche resta comunque il positivo bilancio di una manifestazione che raduna oltre duecento partecipanti con grande voglia di divertirsi con lo sport preferito e di misurarsi agonisticamente per provare quelle emozioni che solo la gara sa offrire.

Il tennis in gonnella è raccontato sul Cubo da Luisa De Cola, la più forte singolarista della squadra bolognese che risulta formata da S. Bagnarelli, L. De Cola, M.G. Frignani, L. Tedeschi ed E.M. Zantedeschi. Il viaggio, lungo e faticoso, alla volta di Cosenza — scrive la De Cola — si concludeva, dopo varie vicissitudini, con l’arrivo a Rende e la sistemazione nella foresteria dell’Università ex convento artisticamente pregevole ma poco funzionale.

Dopo una notte “movimentata” (da cosa? Da fantasmi di frati che inseguono le “sorelle” bolognesi? ndr) e l’inaugurazione dei campionati da parte di personalità politiche e religiose locali scendiamo in campo contro la squadra di Ancona. Disputiamo un primo singolare vinto agevolmente dalla Bagnarelli cui segue un incontro combattutissimo che vede la Zantedeschi sconfitta dopo più di due ore. Decisivo il doppio giocato e vinto dalle nostre Frignani e Tedeschi. La prima giornata si conclude con il trasferimento dall’ex convento all’Albergo San Francesco dove avviene il ricongiungimento con le altre squadre.

Venerdì 13 incontriamo la squadra di Trieste che ci aveva dato del filo da torcere due anni addietro a Pescara. I nostri timori si rivelano comunque eccessivi perché dopo aver vinto i due singolari riusciamo a strappare anche il terzo punto nel doppio. Con questa vittoria ci aggiudichiamo anche la prima posizione nel nostro girone.

La giornata comunque è per noi ancora lunga e nel pomeriggio ritorniamo in campo per disputare la semifinale con la rappresentativa di Parma. La vittoria è abbastanza agevole e lasciamo alle avversarie solo cinque games complessivamente. L’occhio e l’orecchio sono comunque orientati sugli altri campi dove Trieste gioca una partita molto impegnativa contro Catania. Incontreremo in finale nuovamente le colleghe triestine. Finalmente sabato è una mattina senza tennis! Qualche ora in piscina con le ex avversarie e poi sui campi a sostenere la squadra maschile impegnata nella semifinale.

La squadra femminile di Bologna
Da sinistra: L. Tedeschi, M. G. Frignani, S. Bagnarelli, E.M. Zantedeschi, L. De Cola

Dopo un pranzo da vere atlete scendiamo in campo contro Trieste schierando una formazione che sorprende le avversarie. Nonostante la nostra emozione di giocare per la prima volta una finale nazionale il punteggio è un netto 3/0 per noi (Bagnarelli 6/1-6/0; De Cola 6/2-6/l; Frignani-Tedeschi 7/5-6/0).

A cena, gioia e festa grande. C’è anche il Presidente del nostro Circolo, Alessandro Battilana sceso dal nord quasi presago della doppia vittoria delle nostre squadre (Non sarà per caso di nuovo portato in guardina per eccesso di premi?). Naturalmente spumante per tutti prima dello spettacolo, al Teatro Rendano, organizzato dal Comitato di Cosenza.

Siamo giunte dunque alla fine: Campionesse d’Italia 1991!

Premiazione, ringraziamenti, saluti chiudono la nostra spedizione. Arrivederci all’edizione 1992.

Cosa aggiungere alla descrizione della De Cola? Solo il dettaglio dei risultati.

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1991

IV

Cosenza: Università della Calabria

Bologna

Catania

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1991

III

Cosenza: Università della Calabria

Bologna

Trieste