X CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1997

Il decimo Campionato si è svolto a Sangineto (Cosenza) dal 7 al 14 settembre 1997.

Al Campionato maschile partecipano 12 atenei: Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Genova, Modena, Napoli “Federico II”, Reggio Calabria, Sassari, Venezia, Viterbo.

Il commento al Campionato è affidato alle impressioni di Michele Contento, intervistato dal redattore del Cubo  1997-Cubo-N-¦-8-ottobre-1997.pdf (6 download) . Il capitano dei Bolognesi si dichiara particolarmente soddisfatto perché a dieci anni dal primo successo l’Università di Bologna si riconferma campione d’Italia nel settore maschile e femminile.

In un’evocazione alquanto succinta, capitan Mike evoca l’eterna lotta con i Genovesi. “La sfida con l’Università di Genova — esordisce Mike — continua: quest’anno il risultato è stato a nostro favore.

Per noi questo era l’anno della verità. La squadra ha partecipato con i migliori atleti disponibili, Lino Cludi, Michele Contento, Sandro Rambaldi, Giovanni Ricci Bitti e infine Pio Enrico Ricci Bitti, elemento importantissimo per la nostra formazione, poiché ci permette di poter contare su un doppio di assoluta garanzia tecnica e affiatamento e sul singolo di Lino Cludi attualmente il più giovane e il più forte di noi. Tra noi e gli amici di Genova, come ho sempre affermato, esiste un notevole equilibrio tecnico, pertanto è determinante lo schieramento della formazione in campo.

Loro, anche quest’anno, non potendo contrapporre un doppio competitivo al nostro, hanno puntato alla vittoria dei due singolari. Hanno schierato come primo singolarista il forte Luca De Ferrari e come secondo il famoso inossidabile pedalatore Pier Luigi PineIli, sperando di ripetere il risultato dello scorso anno.

Noi, al contrario dello scorso anno, abbiamo schierato la squadra con la giusta contromossa; contro Luca De Ferrari ha giocato il sottoscritto, perdendo 6/3, 6/3, contro Pier Luigi Pinelli ha giocato Lino Cludi che con la sua freschezza atletica e un gioco vario basato su attacchi improvvisi e corte smorzate, ha ridimensionato in breve tempo il “mitico” Pinelli vincendo 6/0, 6/3 (Pinelli, quel giorno, soffriva di un’infiammazione alla vertebra cervicale! ndr).

Il commento entusiasta del capitano si rivolge anche alla squadra femminile che riconquista il titolo di campione d’Italia. Con l’abilità dialettica che lo contraddistingue, Mike incensa il successo delle tenniste bolognesi: “Le nostre donne continuano a mietere successi, però ho notato un forte calo nel numero di rappresentative partecipanti (solo 3 atenei hanno presentato una squadra femminile: Bologna, Catania e Venezia).

Aver spostato la sede del Campionato così al sud, ha forse creato qualche problema ad alcune Università, in particolare alle rappresentative di Milano Statale e Trieste, sempre presenti alle precedenti edizioni.

Comunque si deve ammettere che il livello femminile non decolla. Il numero delle giocatrici è ancora esiguo e le università fanno fatica a formare una squadra di quattro donne.

Per il prossimo anno proporrò che il Campionato femminile si svolga mediante un tabellone di singolare e uno di doppio aperto a tutte le atlete delle varie università, in cui con un sistema di punteggio da studiare, ogni atleta porterà i punti guadagnati alla propria squadra.

Con questo sistema potranno partecipare anche le Università che dispongono di un numero limitato di tenniste.

Comunque, nonostante la facile vittoria, le congratulazioni ci stanno tutte a questa nostra rappresentativa femminile (Luisa De Cola, Serenella Bagnarelli, Maria Grazia Frignani, Lorenza Tedeschi, Elisa Zantedeschi) che ogni anno esprime un tennis più maturo sia sul piano tecnico che agonistico.

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERS. CLASS. 2^ UNIVERS. CLASS.
1997

X

Sangineto (CS) – Università della Calabria

Bologna

Genova

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERS. CLASS. 2^ UNIVERS. CLASS.
1997

IX

Sangineto (CS) – Università della Calabria

Bologna

Catania

 

IX CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1996

Il nono Campionato si svolge a Cervia-Milano Marittima dal 4 all’8 settembre 1996. Sono presenti ancora le 12 Università del 1995 con l’eccezione di Reggio Calabria, il cui posto è preso da Catania: Bologna, Cagliari, Camerino, Catania, Ferrara, Genova, Milano, Pisa statale, Roma La Sapienza, Sassari, Trieste, Venezia.

L’incertezza del tempo che, fra squarci di azzurro e andirivieni di oscure nubi, prometteva ben poco di buono, era pari a quella che ai bordi del campo percorreva le due formazioni che, ancora una volta, si fronteggiavano per la conquista del titolo.

Quella mattina dell’8 settembre, pur nel festoso accavallarsi di battute scherzose, di arrivederci ai prossimi convegni scientifici o sportivi, si percepiva un clima da “resa dei conti” dopo la bruciante sconfitta patita da Bologna l’anno prima a opera dei Genovesi e l’immediata rivincita dei primi sui colleghi liguri nel Master del MURST dello scorso maggio.

A questo proposito, siccome il Cubo non dedica alcun rigo all’evento del 24/25 maggio a Milano Marittima, dovremo avvalerci della cronaca che Piergiorgio Seghene redige sul Genuense Athenaeum. Il breve trafiletto di Seghene passa in rassegna dapprima le squadre partecipanti: Genova, Bologna, Camerino, Milano, Roma “La Sapienza”, Trieste, Venezia e la rappresentativa del C.N.R. Il redattore ovviamente si limita a descrivere soprattutto l’evoluzione della squadra genovese, composta da 6 giocatori (M. Beltrametti, L. De Ferrari, M. Marchi, P.L. Pinelli, G. Pirolli, A. Silvestrini) e 3 giocatrici (E. Arato, G. Bellocchio, G. Ferrero).

Nella mattinata del 24 si svolge il sorteggio per formare due gironi da quattro squadre che dovranno incontrarsi fra di loro. Genova, testa di serie n. 1 si trova a competere per un posto in finale con Camerino, Venezia e Roma “La  Sapienza”, mentre Bologna, testa di serie n. 2 deve vedersela con Trieste, Milano statale e la rappresentativa del C.N.R.

La formula degli incontri è la solita: singolare femminile, doppio misto, singolare veterani, singolare libero, doppio femminile, doppio veterani, doppio libero. La squadra genovese, in cui esordisce con grande merito Mauro Beltrametti, vince tutti e tre gli incontri, lottando aspramente soprattutto con Venezia. La finale ripropone ancora una volta lo scontro Bologna/Genova. La nostra formazione. menomata dalle contratture muscolari di De Ferrari e Silvestrini e troppo debole nel settore femminile, deve cedere all’Università di Bologna che vince, con  pieno merito, il Master 1996.

Dopo la parentesi del Master, riprendiamo la cronaca del Campionato avvalendoci della descrizione del Cubo  1996-Cubo-N-¦-8-ottobre-1996.pdf (10 download) . Qualche chance in più Michele Contento, l’infaticabile stratega, capitano e giocatore dello squadrone bolognese pensava proprio di averla contro Genova, confidando in una quasi certa vittoria nel doppio e in un probabile esito positivo in uno dei due singolari. La nube Pinelli, l’indomabile genovese, uno e trino sul campo e fuori, capace, da buon ligure di risparmiare su tutto tranne che sulle energie e il cuore in campo e i rodomontici racconti fuori, incombeva, ma gli ombrelli erano pronti; più di un incontro non poteva fare, pertanto ….

E venne l’ora della resa dei conti. Dai foglietti gelosamente custoditi fino all’ultimo istante spuntarono i nomi dei primi due singolaristi: Bologna schierava Giorgio Aicardi, un pezzo da novanta, e Genova… Luca De Ferrari, un pezzo da… novantaquattro!

“Come!? … De Ferrari!? … Che scherzi sono questi … lui ha sempre giocato il doppio…” ci parve di intuire dall’impercettibile farfugliamento di Michele che, oltre all’ombrello, avrebbe avuto bisogno anche di un impermeabile e il cui sorriso di circostanza sembrava fissato col cementa tutto.

E fu così che, perso col De Ferrari e sprecata la sproporzionata superiorità nel doppio, la resa dei conti fu di nuovo col Pinelli. Il “volli, sempre volli, fortissimamente volli” di un generoso e indomito Michele ancora una volta dovette cedere al “corsi, sempre corsi, fortissimamente corsi” del Pinelli.

Otto settembre: tutti a casa! non prima però di avere massaggiato e intervistato il Michele capitano, giocatore e stratega della nostra squadra. Ed ecco quanto emerge dall’intervista con Mike.

“Caro Michele, tira pure il fiato e massaggiati, ma, in attesa di recuperare sensi e senno, cosa vorresti dire all’eterno Pinelli?

“Omissis (imprecazione colorita in bolognese) … lo, quello lì, va a finire che una volta o l’altra lo sfido a una gara di tiramisù davanti al sagrato di S. Lucia… ma poi va a finire che non digerisco il cioccolato e rivince lui, porca … (omissis) (altra imprecazione colorita in bolognese)”

L’intervistatore cambia tono: Ho capito, Michele, solo domande seriose e risposte conformi al tuo ruolo. Dunque, dopo la vostra vittoria su Genova al MASTER del MURST che avete disputato a Maggio 1996, pensavo che avreste riconquistato facilmente il titolo perso lo scorso anno.

“La squadra dell’Università di Genova, come ho più volte detto, è qualitativamente paragonabile alla nostra rappresentativa, pertanto la vittoria può arridere a una delle due squadre secondo la formazione che si schiera in campo”. E mettendo il dito nella piaga, l’intervistatore continua: Così anche quest’anno in finale avete sbagliato la formazione da contrapporre ai Genoani; quando imparerete? Repetita iuvant?

Purtroppo bisogna riconoscere ai nostri amici un acume tattico eccellente. Ricordo a chi non ci segue con assiduità, che la formula di gioco consiste in tre incontri nella sequenza singolo-doppio-singolo. La formazione di Genova, in questa occasione, era priva del secondo singolarista, Giovanni Pirolli, pertanto eravamo certi che la partita si sarebbe dovuta giocare su due incontri realmente equilibrati, il singolo disputato dal forte Pierluigi Pinelli e il doppio da De Ferrari-Silvestrini, dato per scontato che il loro secondo singolarista non era competitivo con nessuno di noi.

Partendo da questa valutazione era ovvio schierare il nostro doppio più forte, Giovanni Ricci Bitti e Lino Cludi, già più volte vittoriosi sulla coppia genovese.

I nostri avversari partendo dalle medesime considerazioni e non avendo più fiducia nel loro doppio, hanno schierato a sorpresa come primo singolarista Luca De Ferrari, mai utilizzato fino ad allora in questo ruolo, indebolendo cosi il doppio e puntando sulla vittoria dei due singolari. È ovvio che contro questa formazione, i due giocatori più forti della nostra squadra (Cludi-Ricci Bitti), sono stati sprecati”.

“Ho seguito con attenzione i due incontri di singolare — fa notare il redattore — e sicuramente De Ferrari è di categoria superiore al nostro pur bravo Aicardi, mentre il tuo avversario, Pinelli mi ha solo impressionato per la prestanza fisica”. Nella risposta, Michele cerca di analizzare le motivazioni della sconfitta: “De Ferrari non l’avevo mai visto impegnato in una gara di singolo, ma le sue qualità tecniche sono note; ha fatto parte della squadra nazionale giovanile insieme a Panatta, e il suo attuale potenziale tecnico è sicuramente vicino alla classifica FIT C2/C3, l’unica incognita di questo giocatore è la tenuta atletica.

Giorgio Aicardi, purtroppo, nulla ha potuto contro questo atleta che lo ha continuamente aggredito con colpi di anticipo e un gioco di attacco efficace. Forse l’unica osservazione da fare a questo incontro è che è stato giocato nelle condizioni climatiche e di campo più favorevoli al nostro avversario. La partita è iniziata sulla terra con una temperatura fresca e il tempo che minacciava pioggia; nel secondo set una leggera pioggerellina ha appesantito il campo, le bordate del genoano diventavano più prendibili e il gioco più equilibrato, tanto che ho iniziato a sperare in una rimonta del nostro Giorgio Aicardi. Ma uno scroscio di pioggia più violento ci ha obbligati a finire l’incontro al coperto su una superfice più veloce ove il bravo De Ferrari ha chiuso in breve tempo l’incontro.

Sicuramente più equilibrato dal punto di vista tecnico, è stato il secondo singolare, tra me e Pinelli. Il genoano è un atleta che ha una grinta e una resistenza eccezionali. È la seconda volta che ci incontriamo e ambedue le volte sono stato costretto al ritiro per crampi al terzo set. È ormai un classico: nel primo set godendo di una maggiore freschezza, riesco ad esprimere un tennis tecnicamente superiore; nel secondo, il gioco di Pinelli, basato sulla resistenza e sulla grande capacità di recuperare le palle più difficoltose, rende la mia azione sempre più pesante e dispendiosa, tanto da essere costretto all’abbandono”.

La mancata presenza di Pio Enrico Ricci Bitti nella finale è legata a impegni di famiglia e la conclusione dell’intervista lascia spazio a considerazioni positive in prospettiva futura, come fa rilevare il capitano:

“La squadra maschile può contare su vari giocatori che si possono alternare senza indebolirla. A Cervia abbiamo giocato in sei, ma potevamo essere in dieci, Maurizio Merli, Giuseppe Marinelli, Gabriele Falciasecca, Paolo Papillo sono riserve eccellenti e pronti a dare il proprio contributo”.

Di ben altro tenore è la descrizione del Campionato sul Genuense Athenaeum che titola: Ancora campioni!

Il redattore dell’articolo prende a prestito immagini dal mondo letterario e dalla storia del tennis. Ma seguiamo la sua descrizione. La squadra  maschile  di  tennis  del  CUG —  scrive — ha  vinto,  per la seconda volta consecutiva, il  Campionato italiano dell’ANCIU svoltosi sui prestigiosi campi del TC Cervia. Anche questa volta i tennisti genovesi hanno prevalso sui “nemici/amici” di sempre, i Bolognesi, forti di una squadra numerosa e competitiva, che annovera  nelle sue fila giocatori del calibro e della fama dei fratelli Ricci Bitti.

La vittoria non è stata quindi facile né agevole, anche perché i tennisti genovesi erano quattro gatti quattro (Luca De Ferrari, Mario Marchi, Pier Luigi Pinelli, Armando Silvestrini Biavati), essendo venuti a mancare, all’ultimo momento, due elementi validi come Mauro Beltrametti e, soprattutto, Giovanni Pirolli. Rinnovando le gesta dei quattro Moschettieri di Francia (quelli di Dumas e quelli della Davis), i giocatori genovesi,  capitanati da jaguar man Pinelli, illuminati dalla classe di braccio d’oro De Ferrari, sorretti dall’aggressiva vitalità di un bionico Marchi e deliziati dalle volées morbide e vellutate di Pando Silvestrini, vincevano il proprio girone a punteggio pieno, battendo nell’ordine Venezia, Trieste e Sassari.

La  squadra genovese approdava così alla semifinale, dove un sorteggio sfavorevole la metteva di fronte a Ferrara, forte del mancino Ilario Casoni (padre della B1 Giulia), reduce da risultati esaltanti nei  tornei estivi dell’Emilia Romagna e animato da una feroce voglia di rivincita nei confronti dei giocatori genovesi, rei d’aver infranto il mito della sua imbattibilità. Pare che, in occasione del primo incontro fra Casoni e Piter Pinelli, il capitano Mike abbia detto a quest’ultimo: “Caro Piter, tu potrai battere chiunque, ma non Casoni”. La previsione di Mike si rivelava sbagliata, come al solito. L’abbinamento metteva di fronte proprio Pinelli e Casoni: lo scontro che forse tutti aspettavano e il cui esito avrebbe deciso la squadra finalista. Un forte vento favoriva i colpi liftati di Casoni che si aggiudicava il primo set per 6/2; ma, nel secondo, il vento scemava e Pinelli vinceva per 6/3. Nel terzo set, il Ferrarese accusava crampi alla mano e si arrendeva, senza troppo lottare, per 6/2. Il doppio De Ferrari-Silvestrini, dopo un avvio stentato, regalava ai Genovesi il punto della vittoria, che veniva sancita da Marchi, il quale, dopo oltre due ore di dura lotta e di fair play batteva in tre sets il secondo singolarista ferrarese.

Ancora una volta, dunque, Genova arrivava in finale, dove l’attendeva Bologna, facile vincitrice su Venezia. Nella formazione della squadra da opporre ai Bolognesi la strategia dei Genovesi risultava ancora una volta decisiva e vincente. Considerata la forza del doppio di Bologna (G. Ricci Bitti/L. Cludi), d’Artagnan-Pinelli e i suoi moschettieri decidevano di schierare De Ferrari in singolare. La mossa si rivelava vincente: in due rapidi sets Luca batteva il primo singolarista bolognese, Giorgio Aicardi, e Pinelli, dopo la solita maratona, costringeva al ritiro l’altro singolarista di Bologna, quel Michele (S)Contento, che è divenuto la sua vittima abituale! Sulle note di We are the champions si concludeva trionfalmente l’esaltante avventura tennistica dei quattro moschettieri di Genova, confortata dalla puntuale e gradita presenza di Piergiorgio Seghene.

La descrizione del Campionato femminile è redatta sul Cubo da Luisa De Cola, che titola il suo commento: L’ennesima conferma del nostro squadrone femminile. La forte giocatrice felsinea ha parole di ammirazione per la sua squadra (Serenella Bagnarelli, Maria Grazia Frignani, Lorenza Tedeschi, Elisa Zantedeschi e Luisa De Cola) che per il terzo anno consecutivo vince il titolo senza lasciare nessuna possibilità alle avversarie.

Ancora una volta — scrive la De Cola — la rappresentativa femminile dell’Università di Bologna ritorna vittoriosa dai campi di Cervia. Un risultato forse atteso, ma nel tennis non si può mai essere sicuri di nulla fino all’ultimo punto. Il tempo, inclemente, ha ostacolato solo in parte il normale svolgimento degli incontri, costringendo le giocatrici a un turno sui campi veloci di Cesenatico. Ma il buon umore ha resistito alla pioggia e al vento e le partecipanti hanno accettato di buon grado i cambiamenti di programma.

Le Università presenti con una rappresentativa femminile erano 7: Bologna, Catania, Ferrara, Genova, Milano, Trieste e Venezia. Il torneo era articolato in due gironi per dare la possibilità alle giocatrici di incontrare più squadre possibili. Quindi le prime due squadre qualificate di ogni girone avrebbero disputato le semifinali a eliminazione diretta. Gli incontri prevedevano due singolari, e un doppio, e quest’ultimo interposto tra i due singolari. Le giocatrici hanno dato vita a un torneo agguerrito ma sempre vissuto con grande sportività e hanno lottato con tutte le proprie forze per vincere, ma soprattutto per portare un punto prezioso alla loro squadra.

Le sorprese tuttavia non sono mancate. La prima verificatasi nel girone A (Genova, Milano-Trieste, Venezia) è stata l’eliminazione della rappresentativa di Trieste che in passato era stata più volte protagonista di finali. Genova (Elisabetta Arato, Gabriella Bellocchio, Giovanna Ferrero e Anna Magrini), certamente cresciuta rispetto agli anni precedenti, e con una gran voglia di arrivare pur battendosi con grande agonismo, non riusciva a confermare il brillante  terzo posto dell’anno prima. Dopo una bella vittoria contro Trieste, perdeva con Milano e Venezia, che ha schierato due singolariste davvero temibili. Nel girone B (Bologna, Catania, Ferrara) le porte per la semifinale si sono aperte alle squadre delle Università di Bologna e di Catania. I gironi hanno così selezionato le squadre di Milano, Venezia, Bologna e Catania per le due semifinali.

Ma il risultato forse più inaspettato si è avuto nella semifinale tra Catania e Milano. Infatti sebbene Milano partisse favorita, la strategia tattica adottata dalle catanesi ha dato i suoi frutti. Con il primo singolare davvero combattuto, e conclusosi al terzo set in situazione di estremo equilibrio, la squadra di Catania otteneva il primo punto, e cominciava a credere che quella che sembrava un’impresa impossibile potesse diventare una realtà. E così nonostante il grande impegno delle giocatrici lombarde, punto dopo punto e game dopo game la squadra di Catania conquistava un posto in finale. Anche l’altra semifinale tra Bologna e Venezia è stata equilibrata. Infatti il primo punto è andato alla squadra di Venezia dopo una partita veramente combattutissima perduta dopo oltre due ore dalla nostra Tedeschi. Il punteggio veniva agevolmente riportato in parità dalle nostre doppiste Bagnarelli-Zantedeschi. L’ultimo e conclusivo singolare vinto dalla De Cola portava così la squadra di Bologna in finale.

La finale Catania/Bologna è stata giocata in un clima di grande serenità e di estrema sportività e anche, per la scrivente, siciliana, con un pizzico di emozione. Le avversarie catanesi, amiche da anni e assenti da questo campionato nelle ultime due edizioni, partivano forse svantaggiate per la recente sconfitta e dai precedenti a loro sfavorevoli. Ma a tennis non si può mai dire, anche se in questo caso il risultato è stato netto, nonostante l’impegno e la competitività dimostrati durante tutte le partite. La squadra di Catania ha dimostrato, comunque, grandi potenzialità. La ritrovata forma di Bianca Lombardo, la tenacia di Marisa Cocco e nuove leve in crescita tennistica quali Daniela Panno e Rita Anastasi daranno certamente del filo da torcere a tutte le giocatrici, il prossimo anno.

La chiosa della De Cola è, simpaticamente, all’insegna del  “volemose bene”: “Ma certamente la più grande vittoria è stata rendere piccola e unita questa nostra Italia, vedere che al nord come al sud si gioca con lo stesso entusiasmo, con la stessa voglia di vincere, con la stessa sportività e che fuori dal campo siamo tutti amici”.

 

 CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1996

IX

Cervia – Milano Marittima

Genova

Bologna

 

 CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1996

VIII

Cervia – Milano Marittima

Bologna

Catania

 

VIII CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1995

Prima del racconto e dei risultati dell’ottavo Campionato, è opportuno illustrare l’andamento e il risultato del V Master che si è svolto a Milano  Marittima nei giorni  27/28 maggio e che ha visto, come al solito, darsi battaglia le migliori rappresentative dei dipendenti universitari e quella del C.N.R.. Il Cubo non relaziona questo evento e dunque bisognerà avvalersi del racconto di Piergiorgio Seghene sul Genuense Athenaeum. Stringato come sempre, il redattore genovese si limita a raccontare la fase finale dell’evento. “Ancora  una  volta — scrive Seghene —,  dopo accesi incontri preliminari, che hanno visto il nostro Ateneo eliminare l’Università  di Ferrara, la finalissima è stata disputata tra Genova e la rappresentativa di Bologna.

Al termine dei sei  incontri regolamentari, 3 singoli e 3 doppi, i due Atenei sono finiti in perfetta parità.

Si è quindi proceduto, secondo regolamento, al doppio di spareggio e qui, nella massima tensione sportiva, per 7 a 5 la fortuna favoriva la rappresentanza felsinea.

Bastava infatti un piccolo errore per spezzare una parità durata per tanto tempo.

Come  sempre di grande rilievo  le prestazioni, per impegno e dedizione ai colori sociali, di tutti gli atleti partecipanti”.

L’ottavo Campionato si è svolto di nuovo a Cervia-Milano Marittima (ottima sede ed estremamente comoda per il manipolo di capitan Contento ndr) dal 13 al 17 settembre. Questa volta il cronista è Mike in persona  1995-Cubo-N-¦-4-ottobre-1995.pdf (7 download)   .

Il capitano bolognese riferisce che, seppur ostacolata dal maltempo, l’ottava edizione del Campionato ha visto ancora una volta sul podio le rappresentative maschili e femminili dell’Ateneo felsineo.

Travolgente, a dire di Mike, è stata la vittoria delle tenniste bolognesi. “Le nostre bravissime atlete (Luisa De Cola, Maria Grazia Frignani, Serenella Bagnarelli, Lorenza Tedeschi, Elisa Zantedeschi, Virna Bonora) — continua capitan Contento — si sono ripetute in uno slalom di vittorie battendo tutte le squadre avversarie. Un vero peccato l’assenza della forte e imbattuta rappresentativa dell’Università di Padova che ci auguriamo torni presto a essere presente contribuendo a rendere più prestigioso questo meraviglioso campionato”. Un po’ di retorica non guasta mai, anche se l’esaltazione di capitan Contento sembra alquanto esagerata … vista la mancanza di Padova.

Ma a mitigare l’esaltazione felsinea, ecco l’amaro in bocca della squadra maschile. Il buon Mike non lo nasconde e lo soffre: “Un po’ d’amaro in bocca per la nostra squadra maschile a un passo dalla conferma nel primato. Genova si prende la rivincita sulla nostra rappresentativa e dopo tre anni consecutivi al posto d’onore conquista il titolo nazionale. Titolo ben meritato da una squadra affiatata ed equilibrata sia nei singolari sia, soprattutto, nel doppio dove Luca De Ferrari si eleva di una categoria su tutti noi. Bologna non ha nulla da recriminare. Con i giocatori disponibili (Pio Enrico Ricci Bitti assente per lavoro), poteva competere solo nei due singolari, mentre certa era l’inferiorità nel doppio.

Il nostro numero uno Giovanni Ricci Bitti si è imposto con carattere al forte Giovanni Pirolli, mentre Lino Cludi, condizionato dalla superficie in erba sintetica (perché condizionato dall’erba sintetica? Cludi non fa serve and volley? ndr), cui si è dovuto ricorrere per il maltempo, e colpito da crampi al terzo set dopo un’estenuante maratona, non è riuscito a ripetere l’impresa dello scorso anno contro il macigno e ostico Pier Luigi Pinelli. Tutti gli incontri sono stati comunque tecnicamente validi e agonisticamente vibranti. Anche il doppio, di cui era scontato il risultato, ha avuto momenti di estremo equilibrio; con un pizzico di fortuna dalla nostra parte si sarebbe potuto registrare un risultato meno netto.

Possiamo sottolineare che, a partire da quest’anno, la lotta al vertice fra Bologna e Genova caratterizzerà tutti i Campionati maschili. E capitan Mike ci tiene a puntualizzare la realtà del momento: “Dopo questa sconfitta, le sfide ufficiali con Genova sono tre a due a nostro vantaggio. La cronistoria ha inizio al quarto campionato nazionale del 1991 a Rende (Cosenza), dove l’Università di Genova, matricola del torneo, fu sconfitta da noi al primo turno del tabellone. L’anno successivo, V Campionato 1992, il primo disputato a Cervia, Genova si prese la rivincita anche se dovuta a un errore di schieramento della nostra formazione (Mike si ostina a chiamare “errore di schieramento”, quello che fu un “errore tattico”, dovuto all’abilità del capitano genovese d’intuire la formazione felsinea, ndr). La nuova sfida e rivincita bolognese avviene al VII Campionato 1994 con la vittoria in finale e nuovamente si ripete al V MASTER del M.U.R.S.T 1995. Queste due vittorie consecutive hanno sicuramente contribuito a farci allentare la guardia e la recente sconfitta ne è il risultato”.

Al posto d’onore le squadre di Roma “La Sapienza” e Milano Statale, due compagini in netto miglioramento tecnico. La prima, capitanata dal Prof. Luigi Campanella, inossidabile singolarista, che, con la sua tecnica limpida e pulita, continua a impegnare senza sforzo giocatori di gran lunga più giovani, può ora contare su un doppio competitivo e su un secondo singolarista dotato di gran fondo e agonismo. Milano è la squadra del futuro disponendo di due giovani atleti in netto progresso tecnico. La compagine di Genova ha corso, con essa, seri rischi in semifinale, risolti, come al solito dall’indomabile grinta di Piter Pinelli.

Il Genuense Athenaeum saluta con un peana la prima vittoria della squadra genovese nel Campionato nazionale. Il redattore, Piergiorgio Seghene, solitamente laconico e conciso, si lascia andare a un’esaltazione pari a quella di Mike Contento. Ma seguiamo il suo racconto. Campioni d’Italia! — esordisce il cronista — L’équipe maschile è detentrice del titolo assoluto. Ed ecco la cronaca.

“Sui  prestigiosi  campi  del  T.C. Cervia  hanno avuto luogo gli VIII Campionati nazionali di tennis per dipendenti universitari. Erano presenti le rappresentative più qualificate degli Atenei italiani. In questo ambito,  l’équipe maschile genovese, forte dei suoi singolaristi G. Pirolli e P.L. Pinelli, nonché del doppio formato da L. De Ferrari e A. Silvestrini (a disposizione M. Marchi), con un crescendo rossiniano di prestazioni entusiasmanti per l’impegno e la carica agonistica profusi, è riuscita ad aggiudicarsi il titolo di “CAMPIONI”. Significative le ultime due partite: in semifinale con Milano e in finale con la tradizionale avversaria di Bologna. In entrambi gli “scontri”, i Genovesi, pur partendo con il primo singolare in negativo (Bologna schierava il forte G. Ricci-Bitti),  rimontavano con  il doppio (De  Ferrari si dimostrava il giocatore più tecnico del torneo) e chiudevano quindi l’incontro con “Jaguar-man” Pinelli.

Gli incontri di quest’ultimo costituiscono capitolo a sé. Il nostro tennista stronca letteralmente gli avversari con un ritmo impossibile da sostenere, dopo le due ore di gioco, se non per lui.

Entrambi  gli avversari di Pinelli, infatti, hanno finito la partita al terzo set stremati e soggetti ai crampi. Finiva dunque in tripudio questa partecipazione dell’Ateneo genovese ai Nazionali.

Per quanto attiene la squadra  femminile, in attesa di completare e rinforzare l’ organico disponibile, la partecipazione, quest’anno, è stata indirizzata a far acquisire esperienza alle tenniste, soprattutto alle più giovani.

Inutile dire quanto siano gradite e importanti le adesioni di nuove tenniste”.

Le squadre partecipanti non sono state numerose, ma molto qualificate: Bologna, Cagliari, Camerino, Ferrara, Genova, Milano, Pisa statale, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Sassari, Trieste, Venezia.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1995

VIII

Cervia – Milano Marittima

Genova

Bologna

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1995

VII

Cervia – Milano Marittima

Bologna

Trieste

 

VII CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1994

Prima di descrivere i particolari e gli aneddoti di questo nuovo Campionato, è necessario dare notizia e segnalare i risultati del IV Master del MURST che si è svolto presso il prestigioso Circolo Tennis  di Cervia, nei giorni 28/29 maggio 1994. Al Master partecipano, com’è noto, le prime due compagini classificate del Campionato Nazionale universitario e quelle Nazionali del C.N.R. e dell’ENEA. Il Cubo 1994-Cubo-N-¦-1-maggio-1995-risultati-1994.pdf (6 download)   menziona solo in modo succinto il risultato finale (forse perché la squadra bolognese si è classificata terza?) e allora affidiamo il breve racconto dell’evento al Genuense Athenaeum. Piergiorgio Seghene scrive che “la squadra genovese, composta da P. L. Pinelli, G.  Pirolli, L. De Ferrari, M.  Marchi,  L. Stagi, e dalle gentili  E. Arato,  A. Magrini, G. Bellocchio e G.  Ferrero, dopo due giornate di  accesi  incontri, si  è aggiudicata l’ambito  trofeo,  surclassando in finale la rappresentativa del  C.N.R. come, già il giorno prima, la rappresentativa dell’Università di Ferrara.

Ogni partita ha previsto sei incontri, tre singolari e tre doppi. Il punteggio della finale ha visto, come detto, la vittoria genovese per 4 a 2.

Da rilevare l’immissione nella squadra di forze nuove e promettenti per il futuro vedi la Bellocchio e la Ferrero”.

Risultati

1a Squadra Classificala: Università di Genova

2a Squadra Classificala: C.N.R. Nazionale

3a Squadra Classificala: Università di Bologna

4a Squadra Classificala: Università di Ferrara

 

La squadra maschile di Bologna

La cronaca del 7° Campionato sul Cubo si apre con un accorato Tennis che passione di Michele Contento in cui il capitano bolognese rivela tutta la sua gioia per la ripresa della pubblicazione del gazzettino universitario che durante tutto il 1994 aveva cessato di essere pubblicato. Mike ha “sofferto”, a suo dire, la mancanza dell’organo informativo, perché ha avuto l’impressione di “organizzare il gioco solo per noi stessi e non per stimolare, invogliare e rendere partecipe il collega a una attività sociale della sua Università, di cui si possa sentire orgoglioso di essere parte”.

Il settimo Campionato che si svolge a Cervia-Milano Marittima dal 7 all’11 settembre non ha un resoconto redazionale adeguato per le vicissitudini del Cubo, cui abbiamo accennato. E dire che i Felsinei erano tornati a vincere … Ma, come si dice in Toscana, se i cavalli non corrono, facciamo correre i ciuchi e, quindi, ci accontentiamo della stringata nota che Piergiorgio Seghene pubblica sul Genuense Athenaeum e del dettaglio numerico dei risultati. Il redattore genovese scrive che l’Ateneo Genovese ha partecipato al Campionato con  la squadra  maschile e, per la prima  volta, anche  con quella femminile. Gli  incontri  sono  stati  “tiratissimi” e anche in questa occasione i colori genovesi sono stati difesi con grande spirito di  corpo. Degne di menzione  le partite di Giovanni Pirolli nel primo singolare della finale e di Elisabetta Arato nella semifinale femminile.

Mentre la squadra maschile ha ottenuto il secondo  posto assoluto, quella  femminile, pur esordiente, ha ottenuto una terza posizione di tutto prestigio.

Componevano la squadra maschile: P.L. Pinelli, G. Pirolli,  L. De Ferrari., M. Marchi e L. Stagi, mentre facevano parte di quella femminile: E. Arato, G. Ferrero, A. Magrini e G. Bellocchio.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1994

VII

Cervia – Milano Marittima

Bologna

Genova

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1994

VI

Cervia – Milano Marittima

Bologna

Trieste

 

VI CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1993

Il 6° campionato di tennis dei dipendenti universitari si svolge a Cervia-Milano Marittima dall’8 all’11 settembre 1993 nel Circolo Tennis “C.T. Cervia”. Le Università partecipanti sono diciannove: Ancona, Bologna, Catania, Cassino, Chieti, Ferrara, Firenze, Genova, Milano statale, Milano politecnico, Modena, Padova, Pisa statale, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Salerno, Trento, Trieste e Venezia.

Il 1993 è una data importante non solo per il Campionato, ma perché nasce l’ANCIU (Associazione Nazionale Circoli Italiani Universitari), che a partire dal 1994 raggrupperà i Circoli universitari italiani di cui gestirà le attività ludico-sportive. I principi ispiratori di questo Ente non profit sono quelli di promuovere attività di carattere culturale, sportivo-amatoriale e, più in genere, tutte le iniziative che permettano un salutare e proficuo impiego del tempo libero; seguire e coordinare lo sviluppo e la crescita delle tematiche di ordine culturale, sociale e ricreativo. Dopo questa doverosa annotazione, riprendiamo il racconto del Campionato attraverso il Cubo   1993-Cubo-N-¦-10-ottobre-1993.pdf (6 download)   e il Genuense Athenaeum, le uniche pubblicazioni, a mia conoscenza, che, trattando di problemi universitari, si occupano anche degli eventi sportivi dei dipendenti.

Il Cubo ripercorre lo svolgimento del Campionato attraverso la consueta intervista al capitano della squadra felsinea. L’intervistatore chiede a Contento di parlare degli incontri e di spiegare la sconfitta della squadra bolognese in semifinale. Mike precisa che ogni anno il Campionato nazionale diventa sempre più competitivo, poiché il livello dei giocatori è sempre più alto. E’ il caso della squadra dell’Università di Chieti capitanata dal Rettore Prof. Uberto Crescenti, che ha presentato una squadra totalmente nuova formata da Raul Saggini classificato C 4 ma ex seconda categoria, rivelatosi il più forte giocatore presente al Campionato; Ottavio Palucci giovane trentenne anch’egli ex-classificato e un doppio di tutto rispetto formato da Luciano Paesani e Giovanni Mataloni.  Il capitano bolognese si sofferma sul percorso della squadra fino alle semifinali: vittoria su Trento per 3/0, su Padova per 3/0. La semifinale con Chieti è descritta con dovizia di particolari. L’unico modo per superare questa squadra, sottolinea Contento, era di vincere il doppio e il secondo singolare”. La formazione è messa in campo nel modo migliore: Sandro Rambaldi contro Raul Saggini : 6/0, 6/0 per il teatino. A seguire, il doppio: Lino Cludi/Pio Ricci Bitti contro Luciano Paesani/Giovanni Mataloni, vincono per 6/1 6/3 giocando un tennis aggressivo e potente che obbliga i due chietini a un gioco in difesa senza speranza. Infine l’ultimo e decisivo singolare: Giovanni Ricci Bitti contro Ottavio Palucci. Sin dai primi scambi l’incontro risulta molto duro; Palucci palleggia profondo con ottima tecnica e buon anticipo e costringe il numero uno bolognese a un gioco di rimessa che non gli è consueto e lo costringe a cedere il primo set per 6/1. Nel secondo set le parti si invertono, Giovanni Ricci Bitti ritrova la concentrazione, attacca e costringe l’avversario all’errore, vincendo il set per 6/0. A questo punto, i Bolognesi pensano di aver vinto l’incontro; Giovanni è giocatore di grande esperienza e intelligenza tennistica, per cui difficilmente perde dopo aver capito come costringere l’avversario all’errore. Ma, come ripete spesso il saggio Trapattoni, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.  Tuttavia l’inizio del terzo set sembra confermare le speranze dei Felsinei, poiché Giovanni si aggiudica il primo game. Il secondo e terzo però sono appannaggio del tennista teatino. Palucci, giocatore di buon livello, intuisce che deve giocare con più pressione anche a costo di qualche errore. I due games sono infinitamente lunghi e, per lo sforzo, Ricci Bitti ha un inizio di crampo a una gamba che lo porta rapidamente alla sconfitta per 6/2. In finale, quindi, va Chieti che dovrà vedersela con Genova. Ancora una volta, il capitano bolognese, come gli allenatori di calcio quando perdono, chiama a scusante la sfortuna. È opportuno registrare le sue parole:  “L’unico mio rammarico — sottolinea in modo patetico Mike — è per la sfortuna che ci perseguita in questi ultimi anni; se si pensa che Chieti, non essendo testa di serie, è stata sorteggiata dalla nostra parte”. Il racconto della finale, che ha lasciato uno strascico di polemiche, è tratto dal Genuense Athenaeum. Nel titolo dello stringato trafiletto, Piergiorgio Seghene evidenzia che i tennisti dell’Ateneo Genovese sono arrivati quasi  al  vertice del  Campionato Nazionale. Che cosa ha impedito la vittoria finale? La disponibilità, di alcune  squadre (nella fattispecie Chieti) di poter schierare un giocatore classificato. La rappresentativa genovese, scrive Seghene, dopo aver battuto Trieste, Modena, Calabria ha incontrato nella finalissima Chieti. Ne è scaturito un incontro tesissimo e quanto mai combattuto — significativa la durata delle gare iniziate alle 14.30 e terminate alle 21.00. Ha fatto la differenza, come accennato,  il “classificato” e questo non era di Genova. I componenti della squadra  ligure (L.  De Ferrari, M. Marchi, P.L. Pinelli , G. Pirolli,  A.  Silvestrini,  L. Stagi), tutti bravi,  tutti degni di menzione, ma con nota particolare per Pinelli: ha lottato, nell’incontro decisivo, per più di 3 ore — facendo posticipare il pranzo di gala per ben due volte — sempre con lucidità e grinta; poteva vincere e ha perso per un “nulla”.

Il Campionato femminile ha visto di nuovo trionfare la rappresentativa di Padova che si è imposta su Bologna come risulta dalla cronaca succinta del Cubo.

Sui campi di Cervia la squadra di Padova — scrive il redattore — si riconferma la più forte. Otto le squadre presenti che, divise in due gironi da 4, hanno giocato senza risparmio di forze e di colpi. Qualcuna ha pagato le fatiche eccessive costringendosi al ritiro per crampi dopo ore di un estenuante tennis (vedi la rappresentante di Chieti). La squadra di Bologna, con Serenella Bagnarelli, Luisa De Cola, Mariagrazia Frignani, Elisa Zantedeschi, dopo aver vinto con facilità il proprio girone, ha continuato a vincere contro le tenniste di Trieste, amiche ma avversarie sui campi, che anche quest’anno sono arrivate in semifinale. La corsa al titolo delle Bolognesi è stata però bruscamente interrotta dalle fortissime padovane, che hanno schierato anche quest’anno una squadra in ottima forma e con grande carica agonistica. Una sconfitta netta (3-0), che però ha dato vita a incontri pieni di spunti brillanti. Tutta la manifestazione si è svolta con estrema regolarità e simpatia. L’augurio è di ritrovarsi tutte il prossimo anno con tante altre squadre di Università ancora assenti che sono invitate a organizzarsi e a presentare una loro rappresentativa ai prossimi campionati.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1993

VI

Cervia – Milano Marittima

Chieti

Genova

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1993

VI

Cervia – Milano Marittima

Padova

Bologna