XV CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 2002

Il 15° Campionato si svolge di nuovo in Croazia, sede che accomuna la bellezza del luogo all’abbondanza delle strutture tennistiche. La competizione ha luogo, questa volta, a Umago dal 7 al 14 settembre 2002. Le Università partecipanti sono 14: Genova, Trieste 1, Piemonte orientale, Teramo, Salerno, Roma La Sapienza, Ancona, Bologna, Catania, Trieste 2, Cagliari, Napoli Federico II, Milano Statale, Venezia. In questa occasione si avvia il campionato OVER 55 vista la necessità di recuperare tennisti che si sentivano ormai esclusi dalla competizione.

Il racconto dell’evento tennistico sarà affidato d’ora in poi al Cubo  2002-Cubo-N-¦-8-ottobre-2002.pdf (6 download) , poiché il Genuense Athenaeum per ristrettezze finanziarie cesserà di avere una rubrica dedicata allo sport dei dipendenti universitari. Il redattore del Cubo, Gaetano Baldi, racconta i fatti salienti e i risultati del Campionato maschile over 45 e over 55 e il Campionato femminile attraverso una lunga intervista al capitano della squadra bolognese Michele Contento, appena rientrato con la squadra dalla Croazia.

La squadra maschile di Bologna sembra che non sia andata molto bene — osserva l’intervistatore — vi sono motivi particolari?

Mike cerca di giustificare la prova deludente della squadra felsinea: “Abbiamo perso contro la rappresentativa dì Cagliari nei quarti dì finale e siamo risultati quinti assoluti vincendo lo spareggio per il 5°, 6° posto. Si, il 5° posto non è soddisfacente per la squadra dell’Università dì Bologna. In 15 edizioni è la seconda volta che non raggiungiamo almeno le semifinali, ma la rappresentativa di quest’anno priva dì Andrea Versari, il nostro più forte giocatore, e con Matteo Montanari non perfettamente in forma per un piccolo risentimento a una spalla non poteva sperare di più.

Il capitano racconta i particolari della sconfitta contro Cagliari: “La sequenza degli incontri è stata  la seguente. Gianni Celli il loro più forte giocatore, ex-classificato, è sicuramente sopra il nostro livello. Lino Cludi contro di lui ha disputato una partita esemplare riuscendo a vincere il secondo set facendoci sperare in un risultato straordinario ma la superiorità tecnica di Celli ha fatto la differenza nel set decisivo. Nel doppio la nostra superiorità era scontata, Sandro Rambaldi in coppia con Pio Ricci Bitti non hanno avuto problemi a superare la coppia cagliaritana Porcu-Sanna. Ed eccoci all’incontro decisivo, il secondo singolare tra Luigi Atzori e il nostro Matteo Montanari. Lo scorso anno Matteo lo aveva incontrato in semifinale nel tabellone di singolo e vinse agevolmente in due set, ma quest’anno, tornato dall’Olanda dopo un periodo di studio e con un dolore alla spalla destra che non gli ha permesso di servire e giocare al volo, non era al massimo della forma e ha ceduto al terzo set la vittoria ai nostri avversari.

In finale dunque ancora Genova e Napoli “Federico Il” — rileva l’intervistatore —, ma con risultato inverso allo scorso anno. “Si, medesima fìnale, ma con Napoli rinforzata da un nuovo singolarista, Massimo Cuomo, ex C1. Le due squadre si sono affrontate essenzialmente sul confronto dei due singolari potendo schierare un doppio imbattibile per Napoli. Nei singoli lo scontro è stato titanico, Daniele Marrè incontra Ciro Borrelli, ambedue classificati. Partita molto bella e tecnica vinta da Ciro forse più facilmente delle aspettative poiché nel secondo set il giovane Genoano ha accusato la stanchezza accumulata durante il campionato che gli ha procurato un piccolo risentimento alla schiena. Grande attesa per il secondo singolare decisivo dell’incontro, tra il nuovo giovane atleta di Napoli, Massimo Cuomo, e il pluriveterano Pier Luigi Pinelli, cuor di leone nonché capitano della squadra dell’Università di Genova. Partita interminabile, circa tre ore di palleggi al limite della resistenza psicofisica. Nonostante la differenza di età tra i due atleti, sicuramente oltre i 30 anni, il giovane Partenopeo ha dovuto stringere i denti e soffrire come non mai per vincere il terzo set e portare alla “Federico II” il secondo titolo nazionale della loro storia.

L’intervistatore cerca di addolcire l’amarezza di uno “scontento” Contento citando la vittoria bolognese nell’OVER 55 (voluto dal capitano bolognese, per dare una chance futura alle vecchie colonne della squadra: i fratelli Ricci Bitti, ndr). Il capitano cerca di giustificare il significato del nuovo Campionato over: “Tutte le squadre — osserva — in questi anni sono salite di età e non era giusto perdere giocatori che nella loro categoria si sentono competitivi e si divertono ancora a giocare a tennis, il campionato over 55 era la giusta proposta. Noi in questa categoria possiamo schierare una lunga lista di tennisti e in questa occasione abbiamo potuto schierare i migliori, Giovanni Ricci Bitti, Pio Ricci Bitti, Maurizio Merli. Le giocate su due incontri, un singolare e un doppio, sono state tutte equilibrate e molte vinte al tiebreak. La partita più impegnativa l’abbiamo giocata in semifinale contro Cagliari vinta al doppio di spareggio dopo aver vinto il singolare con Maurizio Merli e perso il doppio con i fratelli Ricci Bitti che però si sono riscattati nel doppio di spareggio. In finale contro l’Università di Catania il nostro Maurizio Merli ha dovuto tirar fuori tutto il suo talento e agonismo per vincere il forte Orazio Sortino. Meno problematico è stato aggiudicarsi il doppio e così il titolo nazionale over 55.

Il tennis in gonnella merita solo qualche rigo sul Cubo per giustificare l’assenza delle tenniste bolognesi. Vari i motivi, secondo Contento, hanno impedito, per la prima volta, alle tenniste di essere presenti: in primo luogo gli impegni personali, ma anche il problema generazionale che inizia a farsi sentire. Il nucleo forte della squadra femminile (Bagnarelli, Frignani, Tedeschi, Zantedeschi) sente il peso di non avere un ricambio, per cui gli stimoli agonistici si affievoliscono e di conseguenza anche la voglia di partecipare.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2002

XV

Umago (Croazia)

Napoli

Genova

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2002

XIV

Umago (Croazia)

Napoli

Trieste

 

CAMPIONATO OVER 55
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2002

I

Umago (Croazia)

Bologna

Catania

 

CAMPIONATO SINGOLARE ASSOLUTO MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1° CLASS. 2° CLASS. 3° CLASS. 4° CLASS.
2002

II

Umago (Croazia) Gallegati M. (AN) De Filippo M. (TE) Borelli C. (NA) Atzori L. (CA)

 

CAMPIONATO SINGOLARE ASSOLUTO FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1° CLASS. 2° CLASS. 3° CLASS. 4° CLASS.
2002

I

Umago (Croazia) Kofler S. (TS) Gioia L. (TE) Lombardo B. (CT) Borrelli K. (NA)

XIV CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 2001

Il Campionato dei dipendenti universitari è per statuto itinerante, ma questo quattordicesimo Campionato è addirittura espatriato, grazie all’interesse delle tenniste triestine. La competizione universitaria è finita quindi in quel di Porec dall’1 all’8 settembre. Nonostante un’ubicazione così decentrata, soprattutto per le Università del centro-sud, la partecipazione al Campionato è stata soddisfacente; al via 14 Università: Ancona, Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Genova, Milano Statale, Roma “La Sapienza”, Napoli “Federico II’’, Piemonte Orientale, Salerno, Teramo, Trieste, Viterbo.

Ma prima di iniziare il racconto, sembra opportuno dare notizia del Master 2001 che si è svolto a Cervia-Milano Marittima dal 25 al 27 maggio. L’amico Mike e il redattore del Cubo (che a volte è lo stesso Mike!), pur sportivissimi, tendono a volte a non sottolineare gli eventi in cui Bologna non è protagonista e, ultimamente, succede spesso. È quindi compito del cronista di questa storia provvedere a informare il lettore sugli eventi trascurati o dimenticati dal “gazzettino” bolognese. Il cronista lo fa con sommo piacere, siccome a trarne lustro è la squadra di Genova. Il Genuense Athenaeum dedica ampio risalto alla vittoria dei tennisti genovesi e titola in tono trionfalistico: E dopo il Campionato… il Master.

Il vecchio adagio “l’appetito vien mangiando” — scrive il redattore — sembra trovare conferma nelle prestazioni della squadra di tennis dell’Ateneo genovese. Infatti, dopo la vittoria nel Campionato universitario del settembre scorso, contro la forte compagine cagliaritana, i tennisti genovesi hanno trionfato anche nel Master. È bene sottolineare che quest’ ultimo conta, fra i partecipanti, non solo le quattro Università meglio classificate del torneo nazionale, ma anche Enti di ricerca che possono attingere giocatori da tutta ltalia.

E veniamo all’evento. La squadra di Genova, forte non più dei soliti quattro gatti ma di ben sette rappresentanti (Beltrametti, De Ferrari, Marchi, Marrè, Pinelli, Pirolli, Silvestrini) e di un supporter fedelissimo, Piergiorgio Seghene (che pare porti bene!) è stata inserita come testa  di serie nel primo girone e le è stata attribuita, senza sorteggio (grazioso omaggio dell’amico bolognese Mike Contento!), la squadra dell’ALENIA (che  partecipava per la prima volta al Master e, quindi, era una mina vagante) e, per sorteggio, l’eterna rivale Ferrara. Nell’altro girone, la testa di serie era il CNR, vincitore del Master 2000, con Bologna e Roma  La Sapienza. Genova, per sorteggio, ha potuto sostenere il primo incontro venerdi 25 maggio contro Ferrara e il secondo nel pomeriggio di sabato 26. L’incontro con la squadra di Ferrara, orfana di Palara, non ha offerto grandi difficoltà: Pinelli ha battuto facilmente (6/0, 6/0) il primo singolarista ferrarese, mentre un titubante De Ferrari ha regolato in due set il forte (ma sempre più acciaccato) Casoni. Dopo che Silvestrini/Marrè hanno battuto rapidamente il doppio libero di Ferrara, l’inedito duo Marchi/Pirolli ha sconfitto in tre set tiratissimi il doppio ferrarese dell’ostico Cavicchioni.

Fatto l’en plein con Ferrara, i tennisti genovesi hanno incontrato nel pomeriggio del sabato l’ALENIA, che nell’incontro della mattina (vinto 3/1 con Ferrara) aveva tenuto a riposo il suo miglior singolarista. Er pupone de Genova (leggi Marrè e non Totti) incontrava dunque nel singolare libero il forte tennista mancino dell’ALENIA con il proposito di fare un proficuo allenamento in vista della finale: ne scaturiva una partita bella sì, ma vietata ai cardiopatici. Dopo aver perso il primo set in cui molto aveva sprecato contro un avversario che non regalava nulla, Marrè trovava il ritmo da fondo campo, scendendo a rete solo al momento opportuno per chiudere il punto con volée stoppate o profonde. Nel terzo e decisivo set, il tennista genovese partiva bene, subiva un tentativo di rimonta da parte del rappresentante dell’ALENIA, ma riusciva a salvare un pericolosissimo break con due volée spettacolari (e fortunate), chiudendo con un perentorio 6/3. Nell’incontro over 45, G. Pirollli, detto o sparacchione per via del suo gioco potente ma talvolta scriteriato, dopo una partenza incerta e un primo set vinto al tiebreak, imponeva un ritmo sostenuto da fondo campo e dava la seconda vittoria a Genova. De Ferrari-Pinelli vincevano facilmente il doppio over 45, mentre Beltrametti-Marchi, pur lottando, perdevano contro il doppio assoluto dell’ALENIA. La squadra di Genova approdava così alla finale che la vedeva opposta al CNR, che, dopo aspra lotta con Bologna finita in parità, accedeva alla finale per sorteggio. La sera prima dell’incontro decisivo, solito lungo briefing dei tennisti genovesi sulla formazione da opporre al CNR conclusosi con il classico invito di capitan Pinelli, tratto (e poteva  essere altrimenti?) dalla storia francese: “Alla vigilia della battaglia di Rocroi, il principe di Condé (che poi vinse ndr.) dormì profondamente”. Domenica 27 maggio era una bella giornata: sole caldo e brezza stimolante. Ulteriori e febbrili discussioni sulla  formazione che, infine, De Ferrari (è  quello che sa scrivere) traduceva così sulla carta: Marrè singolare libero, Pirolli singolare over 45, Beltrametti, De Ferrari, Marchi, Pinelli  e Silvestrini disponibili per i due doppi.

Il CNR opponeva a Marrè un over 45 che sembrava la controfigura del nostro amico tennista Giancarlo Aurora: stessi baffi folti e neri, un po’ di pancetta in più, ma il pacchetto di sigarette in meno. Er pupone nostro lo liquidava con molto garbo in una quarantina di minuti: 6/1, 6/0. Nel singolare over, Pirolli trovava Bragaglia, il miglior giocatore del CNR: buona partita del nostro sparacchione che tuttavia doveva cedere in due set. Sull’uno pari, altre frenetiche discussioni per i due doppi decisivi: dopo qualche esitazione, il capitano decideva di schierare De Ferrari-Pinelli nel doppio assoluto e Marchi-Silvestrini nell’over. La mossa, un po’ rischiosa (chi ha detto che la fortuna sorride agli audaci?), dava i suoi frutti: la coppia De Ferrari-Pinelli, dopo un avvio incerto (Linsostenibile nervosismo di Luca, autore De Ferrari, non Kundera), finiva per annichilire gli avversari con un perentorio 6/0 nel terzo set. Marchi-Silvestrini, invece, partivano alla grande (6/1 nel primo set all’over del CNR), poi, complice il gran caldo, calavano un po’, chiudendo il secondo set con la vittoria al tiebreak, dove rimontavano da 2/4.

Apoteosi della squadra di Genova (sudaticci e appiccicosi baci e abbracci, ma corroboranti!) che vinceva il suo secondo Master! Un rimpianto tuttavia rimane: vedersi venire incontro il topless (seppur prosperoso e abbronzatissimo) di Piergiorgio Seghene, festante, dopo la vittoria, è ben altra casa rispetto a quanto promesso dalla Ferilli per la vittoria della Roma nel campionato di calcio. Pazienza! Non si può aver tutto dalla vita … Gaudeamus, comunque.

Riprendiamo ora il racconto del campionato affidato, come al solito, alle voci del Cubo   2001-Cubo-N-¦-8-ottobre-2001.pdf (8 download) e del Genuense Athenaeum e questa volta abbiamo anche la cronaca del Bollettino di Milano Statale  POREC-2001. Milano Statale.pdf (6 download) . Nella splendida cornice istriana di Zelena Laguna — scrive il redattore bolognese —, in località di Porec (Croazia), si è disputato il 14° Campionato Nazionale di tennis a squadre dei dipendenti delle università italiane. Il luogo oltre alle sue incomparabili bellezze naturali, offre una disponibilità di campi da tennis unica forse in Europa. Solo nel circolo che ci ha ospitato vi erano 18 campi da tennis tutti in terra, e non è il solo circolo di quelle dimensioni nel raggio di 2 chilometri. Con questa premessa il campionato non poteva che essere un successo da tutti i punti di vista e in particolar modo dal lato tecnico la manifestazione si è rivelata la più elevata e soddisfacente degli ultimi anni. Quindici le Università presenti e quasi tutte con rappresentative rinnovate con atleti giovani e competitivi. Novità di quest’anno è stato l’inserimento, come tornei in parallelo al campionato a squadre, del Campionato di singolare assoluto e doppio maschile. Questo ha stimolato la partecipazione, ma, soprattutto, ha favorito lo spettacolo poiché abbiamo assistito a incontri di validità tecnica eccezionale cui nel campionato a squadre era raro assistere per la logica tatticistica che i migliori si cerca di non farli incontrare tra loro se non si è convinti che portino il punto. Con queste premesse l’Università di Bologna non poteva che affermarsi come da tradizione e andare oltre le aspettative. La squadra maschile in parte rinnovata si qualifìca al terzo posto perdendo in semifinale con l’eterna nostra rivale Università di Genova già al terzo titolo consecutivo, mentre, nei tornei paralleli, l’affermazione è completa, Matteo Montanari, rampollo giovane della nostra rappresentativa (titolare di assegno di ricerca alla Facoltà di Agraria), si è classificato al secondo posto nel singolare assoluto perdendo da Marco Gallegati, università di Ancona, di classifìca 3/5 e sicuramente il più forte in assoluto del Campionato. Successo incontrastato nel doppio assoluto, Giovanni Ricci Bitti in coppia con Andrea Versari, forte giocatore di Faenza e ricercatore della Facoltà di Agraria, anche lui nuovo entrato nella rosa della rappresentativa, hanno sbaragliato tutte le coppie e in fìnale hanno superato agevolmente la coppia di Genova, Luca De Ferrari e Daniele Marrè reputata la più forre in assoluto del campionato (tutti i risultati completi del campionato sono sul sito ANCIU). Cosa è giusto raccontare della squadra maschile? che siamo stati penalizzati dalla nostra posizione in tabellone. Quarta testa di serie per diritto di posizione in base al risultato dell’anno scorso ma non in base al valore reale dei giocatori disponibili: infatti la testa di serie numero due, Università di Cagliari, incompleta dei suoi giocatori più forti ha disputato un campionato del tutto deludente. È ovvio che un tabellone così composto ha portato a scontrarsi in semifinale le due squadre più forti, l’Università di Bologna e l’Università di Genova, mentre dalla parte opposta le due università, Napoli Federico II e Ancona, anche se possono schierare i due più forti giocatori del Campionato, Ciro Borrelli e Marco Gallegati non hanno squadre realmente complete. Comunque anche se è il terzo anno consecutivo che perdiamo in semifìnale, finalmente la nostra competitività è salita notevolmente. I nuovi rincalzi giovani e forti, Andrea Versari atleta classificato proveniente dalla gloriosa scuola del C.T. di Faenza e Matteo Montanari forte atleta n.c. ma con margini di miglioramento notevoli ci aprono nuovamente la possibilità di riconquistare il titolo. Per la cronaca l’incontro contro Genova perso 2-0 è stato giocato ad armi pari. Il primo singolare Montanari (BO)-Marrè (GE) è stato un incontro in estremo equilibrio e solo la maggiore esperienza e freschezza di Daniele Marrè ha fatto la differenza. Infatti, il giorno prima, il nostro Matteo, meno stanco e più lucido, nel tabellone di singolare assoluto, lo aveva battuto per 6/3, 6/3. Purtroppo il punto chiave dell’incontro il doppio Ricci Bitti/Versari (BO)-De Ferrari/Silvestrini (GE) che sulla carta doveva essere a nostro favore si è rivelato un incontro stregato. La nostra coppia è sicuramente la più forre del campionato e il risultato nel tabellone di doppio ne è la conferma, ma in quello scontro la vitalità di Armando Silvestrini e Luca De Ferrari hanno fatto pendere la bilancia a loro favore per un niente. Sono convinto che se (di se e di ma… ndr) l’incontro venisse ripetuto per altre dieci volte, gli amici di Genova non ne vincerebbero uno. Onore al merito di chi vince ma ora sanno che Bologna è tornata.

Ancora una volta il Genuense Athenaeum fa da contraltare al Cubo e il redattore genovese sembra voler spegnere l’ardore di rivincita che anima il testo felsineo con un titolo tratto dal detto popolare: Non c’è due senza tre.

Il  XIV Campionato  Nazionale di Tennis a squadre dei  Dipendenti delle Università  italiane è stato vinto per la terza volta consecutiva dalla squadra dell’Università di Genova , formata da Egidio Astesiano, Luca De Ferrari, Daniele Marrè, Pier Luigi Pinelli (capitano), Giovanni Pirolli, Armando Silvestrini, Pier Giorgio Seghene accompagnatore non ufficiale, ma costante.

Nell’accogliente e tranquilla baia di Zelena Laguna, a pochi chilometri da Porec (Croazia), si è svolto il XIV Cam­pionato Nazionale di tennis dell’ANCIU, che ha registrato la presenza di 15 Università: da Trieste a Catania, a Cagliari, gran parte dell’Università italiana era  rappresentata. L’ampia  partecipazione al torneo avvalora, quindi, ancora di più la vittoria della squadra di Genova, che è riuscita a trionfare ancora una volta, pur priva di due giocatori utili e importanti come Mauro Beltrametti e l’ottimo doppista Mario Marchi (impossibilitati a partecipare per impegni familiari e accademici) e con un Marrè non al meglio della  condizione. E dire che gli avversari e l’ANCIU avevano fatto di tutto per impedirlo: per la prima volta, infatti, anche ai dottorandi (assurdo! perché i dottorandi sono studenti), agli assegnisti (accettabile!) e ai contrattisti (inconcepibile! perché si presta a speculazioni varie) era stato concesso di  partecipare al Campionato!

Ma veniamo alla cronaca delle gare. Le novità di quest’anno non erano rappresentate solo dall’apertura alle nuove figure di cui sopra, ma riguardavano anche l‘inserimento, in parallelo alle gare a squadra, di un Campionato di singolare assoluto e un Campionato di doppio, riservato a coppie della stessa Università. Anche in queste due competizioni i giocatori di Genova hanno ottenuto risultati di tutto rilievo: nel singolare assoluto, Pinelli è arrivato 3° e Marrè nei primi 8, mentre nel doppio Pinelli-Silvestrini sono arrivati quarti e De Ferrari-Marrè hanno inaspettatamente perso in finale contro il doppio di Bologna Ricci Bitti-Versari. Le partite di singolo assoluto e di doppio hanno favorito lo spettacolo, permettendo di assistere a incontri di eccezionale livello tecnico in cui si è distinto soprattutto l’anconetano Marco Gallegati. L’interesse del torneo non era, tuttavia, riservato a queste gare di contorno, ma allo scontro fra le squadre che aspiravano a vincere il Campionato. Si decideva di fare un tabellone a eliminazione diretta con quattro teste di serie che nell’ordine erano: Genova, Cagliari, Ferrara e Bologna. Genova per arrivare in finale doveva superare al primo turno Teramo, poi Trieste e in semifinale Bologna. Teramo, new entry, aveva un forte singolarista, Palucci, ex Università di Camerino, che nel ‘96 aveva  battuto Pinelli, dopo tre ore di lotta, e dato la vittoria alla sua squadra. Questa volta toccava a Marrè (largo ai giovani!), che, dopo un avvio incerto, faceva valere la sua classe e il suo servizio, imponendosi in due set. Pinelli­/Silvestrini completavano l’opera vincendo il doppio contro una formazione piuttosto  inesperta. Il terzo punto arrivava da Egidio Astesiano, new entry genovese, che si è inserito nel gruppo con entusiasmo e, sprizzando agonismo da tutti i pori, ha contribuito al successo della squadra in campo e fuori. L’incontro con Trieste non offriva sulla carta eccessive preoccupazioni, per cui, in attesa della gara, l’équipe genovese ha fatto una scampagnata a Rovigno, ammirandone le bellezze paesaggistiche e artistiche e assaggiando (vero Astesiano, Pirolli e Seghene?), al ritorno, la porchetta croata (per le mogli: trattasi di cibo! ndr). Superato con facilità l’ostacolo Trieste — vittorie di Marrè, di Pinelli-Silvestrini e del solito Astesiano (chilometrico incontro con un forte triestino, finito alle tre del pomeriggio per fame!), ecco in semifinale l’amica/nemica Bologna. Solito lungo conciliabolo la sera prima del match per stabilire la formazione: Bologna infatti poteva schierare, accanto ai soliti e celebri fratelli Ricci Bitti, Cludi, Contento e Versari, la new entry Montanari, dottore di ricerca benevolmente concesso ai nostri avversari di sempre dal  nuovo regolamento ANCIU. Dopo una notte in cui il capitano, come il Principe di Condé alla vigilia della battaglia di Rocroi, aveva dormito profondamente, si decideva la formazione: Marrè, primo singolarista, De Ferrari-Silvestrini, doppio, Pinelli secondo singolarista.  La presentazione delle formazioni dava questo risultato: Marrè-Montanari, De Ferrari-Silvestrini/Ricci Bitti-Versari. Gli abbinamenti erano molto equilibrati perché Marrè non era in gran forma (Montanari lo aveva battuto il giorno precedente, nel singolare assoluto!) e De Ferrari-Silvestrini non giocavano insieme da molto tempo. Ma  avvalorando la celebre frase di Rossella in Via col vento, Marrè dimostrava che “domani è pur sempre un altro giorno” e con esperienza, grinta e classe riusciva a far suo l’incontro in due set. La vittoria del “pibe de oro” (quest’anno solo “d’argento”!) dava ulteriore carica al nostro doppio che, al terzo set sotto 3-1 (il capitano per scaramanzia era già andato a rifocillarsi per l’incontro decisivo contro Contento), trovava la forza e l’orgoglio per ribaltare la situazione (grande merito della rimonta andava a Silvestrini che giocava gli ultimi games da campione!) e vincere l’incontro. Ed eccoci di nuovo in finale: anche se il match con Bologna era stato la vera finale! L’ultimo scoglio da superare (in cauda venenum è il caso di dirlo) era, a sorpresa, l’Università di Napoli “Federico Il”, che, fruendo di un tabellone facilitato dall’assenza dei migliori giocatori cagliaritani, era riuscita a raggiungere la finale. Di nuovo, la sera prima del match, lunghe discussioni e ipotesi di formazioni: il vero dilemma era rappresentato dalla possibilità che aveva Napoli di schierare nel singolo il forte over 45 Gargiulo, che, come la famosa volpe di Pinocchio, aveva finto di zoppicare durante tutto il torneo. Dopo la celebre “notte che porta consiglio”, si decideva di schierare Pinelli nel primo singolo, Marrè-Silvestrini nel doppio e De Ferrari nel secondo singolare. Gli abbinamenti risultavano: Pinelli-Borrelli, Marrè-Silvestrini contro il doppio napoletano (piuttosto debole) e De Ferrari contro Gargiulo, che per intervento di San Gennaro non zoppicava più. Il capitano si trovava di fronte forse il più forte giocatore del Campionato, che in più aveva una voglia matta di rivincita perché si era fatto battere dallo stesso nel tabellone assoluto. La partita non aveva storia e a nulla sono valsi i reiterati inviti di Piter a Ciro (Borrelli) perché risparmiasse energie per la splendida fidanzata Patrizia che lo seguiva a bordo campo. Ma, come la storia insegna, le vittorie di Pirro non fanno vincere la guerra! Il doppio Marrè-Silvestrini riportava l’incontro in parità e tutto era affidato alle gambe e al braccio (soprattutto) di De Ferrari. Luca, che fino alla finale aveva fatto quasi il turista, entrava in campo molto determinato e vinceva in scioltezza il primo set per 6/1; sembrava tutto facile; ma, nel tennis la partita finisce solo dopo l’ultimo quindici: nel secondo set, lo “zoppo” Gargiulo cominciava a giocare al suo livello e riusciva a riaprire l‘incontro, vincendo 7/5. Terzo e decisivo set da cardiopalma per il capitano in panchina e per tutta la squadra sugli spalti. Ma Luca non tradiva le attese: giocava un terzo set perfetto con alcuni passanti di diritto e di rovescio da applauso, finendo stremato e in preda ai crampi, ma vittorioso per 6/2. Scene di giubilo della compagine genovese che, sulle note di We are the champions, vinceva per il terzo anno consecutivo (un record!) un Campionato sempre più difficile ed emozionante.

Conclusione: Repetita iuvant — dicono i Latini — sed stufiant aggiungeranno maccheronicamente i nostri avversari: e noi continueremo a stufarli!

Il Campionato femminile non riesce a decollare: le squadre partecipanti sono solo 5: Bologna, Catania, Teramo, Trieste, Venezia. Il solo commento all’evento è presente sul Cubo che così sintetizza la competizione. “Dopo tre anni la squadra femminile, composta dalle nostre venerande atlete (sic), riconquista il titolo battendo in finale l’Università di Trieste che con un colpo da maestro a sua volta ha superato in semifinale la ormai forse un po’ troppo matura rappresentativa dell’Università di Venezia imbattuta da tre anni.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2001

XIV

Porec (Croazia)

Genova

Napoli

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2001

XIII

Porec (Croazia)

Bologna

Trieste

 

CAMPIONATO SINGOLARE ASSOLUTO MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1° CLASS. 2° CLASS. 3° CLASS. 4° CLASS.
2001

I

Porec (Croazia) Gallegati M. (AN) Montanari M. (BO) Pinelli P. (GE) Atzori L. (CA)

 

XIII CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 2000

Il tredicesimo Campionato rappresenta un ritorno al passato. Infatti si svolge a Cervia-Milano Marittima, sede che ha ospitato numerosi Campionati in passato, dal 5 al 10 settembre. Le squadre partecipanti sono 13: Ancona, Bologna, Cagliari, Camerino, Catania, Ferrara, Genova, Roma “La Sapienza”, Napoli “Federico II’’, Piemonte orientale, Salerno, Trieste, Viterbo. Il racconto della competizione è affidato, come al solito, alle pagine del Cubo 2000-Cubo-N-¦-8-ottobre-2000.pdf (7 download)   e del Genuense Genuense Athenaeum sett/ott 2000 (9 download) .

Il 13° Campionato Nazionale di tennis a squadre dei dipendenti delle università italiane — riferisce il gazzettino bolognese —, in modo particolare quello maschile, ha confermato i valori del precedente campionato, anzi, ha evidenziato una maggiore distanza delle due squadre finaliste (Genova e Cagliari), dalle terze e quarte classificate. Sia Genova che Cagliari hanno rinforzato la loro rappresentativa portando due nuovi arieti, Daniele Marrè e Gianni Celli, che oltre a essere sicuramente bravi tecnicamente, ambedue classificati, sono anche giovani ricercatori. Le due semifinali, Genova-Ferrara e Cagliari-Bologna non hanno evidenziato un grande equilibrio. Nella prima semifinale il giovane Daniele Marrè di Genova ha incontrato il sempre ostico Ilario Casoni di Ferrara superandolo in due set 6/3 6/4, mentre negli altri due incontri, doppio e secondo singolare la differenza di valore è risultata ancora maggiore. La nostra rappresentativa contro Cagliari, priva di Giovanni Ricci Bitti, infortunato, ha giocato al meglio delle sue possibilità, Lino Cludi e Pio Enrico Ricci Bitti hanno agevolmente portato il punto del doppio, mentre il sottoscritto nel primo singolare, anche giocando un discreto tennis, nulla ha potuto contro il più giovane e più forte Mario Frongia, che ha vinto per 6/3 6/2. Anche Sandro Rambaldi nel secondo singolare ha dovuto cedere, per 6/3, 6/3, alla maggiore tecnica del giovane cagliaritano Gianni Celli. Dopo queste semifinali a senso unico, ci si aspettava una finale dal risultato incerto. Al contrario la rappresentativa genovese ha affermato tutta la sua forza di squadra più completa del Campionato e ha superato di slancio gli avversari vincendo il primo singolare e a seguire il doppio. Nel primo singolare Daniele Marrè ha dimostrato la sua bravura opponendosi con tecnica e agilità al pur roccioso Mario Frongia e ha vinto per 6/0 6/4. Nel doppio, Silvestrini/Pinelli agilmente, come da previsioni, hanno superato Simbula/Porcu con il punteggio di 6/1 6/4. A giochi ormai fatti i due secondi singolaristi, i due numero uno delle squadre, Luca De Ferrari e Gianni Celli hanno disputato un set lungo a 9 games, vinto per 9/8 dal Cagliaritano. L’incontro tra i due fortissimi giocatori è stato di altissimo livello ed equilibrio e sicuramente sarà, per la rappresentativa dell’Università di Cagliari, la sfìda chiave dei Campionati futuri per provare a strappare il titolo all’Università di Genova. Forse agli amici di Cagliari è rimasto un ragionevole dubbio poiché penalizzati dal regolamento del campionato che prevede che il primo singolarista, e classificato, venga schierato in formazione come numero uno. In questo caso Mario Frongia, di classifica superiore a Gianni Celli, ha dovuto obbligatoriamente giocare per primo e favorire le scelte tattiche dei Genoani che al contrario non hanno classifica anche se per la loro forza dovrebbero averla, ma questi purtroppo sono i misteri e le differenze tra i vari comitati regionali FIT. Per la cronaca l’Università di Bologna era presente con una seconda squadra maschile formata dai giovani leoni (sic!!!) Mauro Cesarini, Marco Chiavari, Antonio Motori e Fabrizio Bonoli. Dopo aver perso al primo turno nel tabellone principale, hanno disputato un onorevole torneo di consolazione perdendo, nei quarti di finale, contro la finalista rappresentativa di Catania. Il torneo a sua volta è stato vinto dalla Università di Roma “La Sapienza”.

Il Genuense Athenaeum evoca l’evento con un titolo a effetto: “Campioni del nuovo millennio” e celebra la seconda vittoria di fila con dovizia di particolari. Eccone il testo.

I soliti  quattro gatti (Luca De Ferrari, Pier Luigi Pinelli, Giovanni Pirolli e Armando Silvestrini) più un gattino che graffia già (Daniele Marrè) si sono  riconfermati campioni d’Italia di tennis dell’ANCIU, seppur orfani di due giocatori importanti come Mario Marchi  e Mauro  Beltrametti.

I campionati del 2000 hanno ritrovato l’abituale cornice di Cervia-Milano Marittima,  passando dal Tennis Cervia allo  Sporting, dove la squadra di Genova aveva già vinto  l’unico Master del suo prestigioso palmarès. Come testa di serie n. 1, Genova evitava la sempre pericolosa Bologna (priva della sua punta di diamante G. Ricci Bitti) e l’agguerrito Cagliari, ancora  più forte  per l ‘innesto di Celli, ottimo in singolare e in doppio. Avanti di un turno, perché  prima testa di serie, Genova doveva affrontare Camerino e Ferrara per accedere alla finale. La partita con Camerino, che vanta due forti singolaristi, vedeva le vittorie di Pinelli contro il numero uno di Camerino, dotato di  una  palla  pesante  e  liftata,  per 6/3,  6/ 4  e  del doppio De Ferrari-Silvestrini con facilità. A risultato acquisito, il baby Marrè dava a Genova il  terzo punto con una partita lottata che gli permetteva di entrare nel clima dei Campionati.

In semifinale, puntuale e classico incontro con Ferrara, forte di Casoni e del ritrovato doppio Cavicchioni-Palara. La tradizionale battaglia Casoni/Pinelli questa volta non vi è stata, perché al Ferrarese è stato opposto il neo-acquisto Marrè che ha vinto una partita non facile grazie soprattutto alla potenza del servizio. Il doppio De Ferrari-Silvestrini dava a Genova il secondo punto, dopo un primo set molto combattuto. Il terzo  punto veniva da Pirolli a dimostrazione della competitività di tutta la squadra.

Ed eccoci in finale: ad attenderci, come previsto, Cagliari, la nuova realtà del tennis universitario. La sfida di fine millennio si ripropone nel nuovo. La strategia da adottare impegna i giocatori genovesi (assistiti dalla  presenza di P.G. Seghene che porta bene!) in lunghe discussioni la sera prima della finale; si decide di far giocare come primo singolarista Marrè contro Frangia (che essendo classificato deve obbligatoriamente giocare per primo), di schierare il doppio Pinelli-Silvestrini e di affidare a De Ferrari il ruolo di secondo singolarista. La scelta si rivela azzeccata: Marrè con un primo set impeccabile, in cui raggiunge livelli di gioco da classificato, annichilisce Frangia con un perentorio 6/0. Sembra ormai tutto facile anche nel secondo set, perché il nostro giocatore si porta rapidamente sul 4/1, ma qui avviene la svolta: Frongia non ci sta a perdere, rischia il tutto per tutto e lo raggiunge sul quattro pari; il giocatore genovese ha perso brillantezza e accusa la fatica. Lo spettro del terzo set fa incrociare le dita al capitano ligure, ma soprattutto fa ritrovare al nostro “gattino” la zampata vincente, che gli permette di chiudere 6/4. Sull’uno a zero, il doppio Pinelli-Silvestrini, con qualche esitazione di troppo, vista la superiorità tecnica e atletica, dà alla squadra il secondo punto e riconferma Genova numero uno del tennis  universitario  italiano.

Gaudeamus igitur!

Il Campionato femminile vede al via solo cinque squadre: Bologna, Catania, Ferrara, Trieste, Venezia.

Cosa dire del Campionato femminile, Venezia continua ad affermare la propria incontrastata superiorità. Nessuna Università ha atlete, tra quelle che partecipano, che possano contrastare tecnicamente Sonia Danesin e Luisa Marchiori. La rappresentativa bolognese forse è l’unica che può opporre un minimo di resistenza. Federica Grandi, passata in prima squadra, ha dimostrato che ha tutti i numeri per competere alla pari con le Veneziane. La tennista felsinea è migliorata sia tecnicamente che tatticamente e, se riuscirà a migliorare la continuità di gioco, sicuramente potrà contribuire a ridare a Bologna quel titolo che da tre anni non riesce più a vincere.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2000

XIII

Cervia – Milano Marittima

Genova

Cagliari

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
2000

XII

Cervia – Milano Marittima

Venezia

Bologna

XII CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1999

Il dodicesimo Campionato si svolge a Viterbo dal 7 al 12 settembre. Al Campionato maschile partecipano 12 formazioni: Bologna, Camerino, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Genova, Napoli Federico II, Roma La Sapienza, Salerno, Trieste, Viterbo.

Il redattore del Cubo  1999-Cubo-N-¦-8-ottobre-1999.pdf (6 download)   ha parole lusinghiere nei confronti dell’Università organizzatrice: “Splendidamente organizzati dal C.R.U.T. Circolo Ricreativo Università della Tuscia, si sono disputati a Viterbo i dodicesimi Campionati Nazionali di tennis a squadre maschili e femminili.

Il Campionato maschile è stato caratterizzato da alcuni risultati a sorpresa. Napoli “Federico II’’ si è fatto eliminare nei quarti di finale dall’Università di Cagliari che quest’anno, schierando a sorpresa un nuovo e fortissimo giocatore, Mario Frongia, ha battuto facilmente i Campioni uscenti vincendo il primo singolare e il doppio a seguire. Ciro Borrelli capitano della “Federico II’’ avrà tanto da rimproverarsi per come ha schierato la sua squadra e per non aver potuto dare il suo contributo nonostante sia in assoluto il giocatore più forte presente al nostro campionato.

In semifìnale Cagliari ha avuto gioco facile contro Ferrara, sempre modestamente presente ma fortunata e positiva. L’eliminazione di Napoli ha aperto le porte alle altre due semifìnaliste, Bologna e Genova. Era evidente che la forza di Cagliari basata su un solo giocatore e su un doppio molto modesto, non poteva impensierire le due squadre più complete e competitive del campionato. Ecco la semifinale Bologna-Genova, la sfida che si ripete. La squadra di Bologna formata da Contento, Rambaldi, Ricci Bitti Giovanni, Ricci Bitti Pio Enrico, incompleta dei suoi giocatori più forti, Lino Cludi e Marco Di Filippo, non ha potuto contrastare i due singolaristi Genoani, Pinelli e De Ferrari (Contento-Pinelli 3/6, 4/6; Rambaldi-De Ferrari 1/6, 5/7). Rimane la consolazione che la coppia formata dai fratelli Ricci Bitti è ancora un gran doppio e quando potremo schierare la squadra al completo saremo nuovamente l’Università da battere. Finale scontata Genova batte Cagliari e conquista il titolo di campione 1999. Comunque grande merito sportivo a Luca De Ferrari che per onorare lo sport e lo spettacolo ha giocato come primo singolarista per incontrare il numero uno Cagliaritano, Mario Frongia, e dare qualche piccolissima possibilità ai neo-finalisti. La partita tra i due grandi giocatori è stata stellare, sia per il livello che per l’agonismo e per l’altalenante punteggio: Luca vince al terzo set 7/5 dopo circa 150 minuti di gioco. Doppio e secondo singolare senza storia.

Il tono del Genuense Athenaeum che festeggia il successo di Viterbo un anno dopo, forse perché la vittoria era inaspettata, è alquanto diverso da quello del Cubo e meno elogiativo. Il redattore del Genuense (lo scrivente) è affascinato non solo dal tennis, ma soprattutto dalla cultura e dall’arte etrusca. “Nella culla della raffinata ed enigmatica arte etrusca — ho ancora negli occhi la bellezza misteriosa e inquietante di Tarquinia e Tuscania, scrive — la squadra genovese formata da Beltrametti, De Ferrari, Marchi, Pinelli e Silvestrini (pesante l ‘assenza di Pirolli) giunge in finale grazie alle vittorie su Roma negli ottavi, Viterbo (grande doppio Marchi-Silvestrini) nei quarti e Bologna in semifinale: solita vittoria di Pinelli su uno “scontento” Contento e di un distratto De Ferrari che lascia qualche games in più a “Rambo”. Dall’altra parte del tabellone arriva in finale, a sorpresa, la squadra di Cagliari che batte inaspettatamente Napoli, detentore del titolo, grazie alla  prestazione di Frongia, nuovo acquisto cagliaritano, molto forte sul piano tennistico e atletico. La finale conferma infatti la pericolosità di questo giocatore: De Ferrari, con una prestazione maiuscola che gli vale il titolo di miglior giocatore dei Campionati, riesce a sconfiggerlo in tre set, dopo aver perso il primo per 6/2 e aver fatto invocare ai Genovesi (soprattutto al capitano), a più riprese, l’intervento della Madonna della Guardia. Il doppio Marchi-Silvestrini con una certa sicurezza dà a Genova il punto della  vittoria, risparmiando a Pinelli la solita maratona vincente.

Il Campionato femminile, cui partecipano solo 6 squadre (Bologna, Catania, Ferrara, Napoli Federico II, Trieste, Venezia) vede vincente la squadra di Venezia contro la solita forte formazione felsinea. Le atlete bolognesi (Bagnarelli, Frignani, Tedeschi, Zantedeschi), inserite in un tabellone molto difficile — si legge sul Cubo — hanno superato prima Trieste, poi la squadra di Catania e in finale hanno perso al doppio di spareggio contro la squadra di Venezia. Il redattore del Cubo lamenta la scelta del regolamento di “Coppa Italia” per le gare femminili (le singolariste possono fare anche il doppio) che ha favorito le atlete veneziane, permettendo loro di far giocare due incontri a Sonia Danesin giocatrice superiore alle atlete di Bologna.

Altra novità del Campionato femminile è stata la possibilità d’iscrivere una seconda squadra. Infatti Bologna 2 formata da Federica Grandi e da Virna Bonora, due giovani speranze, ha raggiunto la finale del torneo di consolazione.

 

CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1999

XII

Viterbo: Università della Tuscia

Genova

Cagliari

 

CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1999

XI

Viterbo: Università della Tuscia

Venezia

Bologna

 

 

XI CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1998

L’undicesimo Campionato si è svolto sul monte Faito, una splendida balconata di mille metri sul golfo di Napoli, con quattro campi in terra, dal 4 all’8 settembre. Le Università partecipanti erano 13: Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Genova, Napoli “Federico II”, Roma La Sapienza, Salerno, Sassari, Trieste, Venezia, Viterbo.

Il redattore del Cubo   1998-Cubo-N-¦-8-ottobre-1998.pdf (7 download) opera una prima disamina del Campionato, osservando che la rappresentativa maschile bolognese cede il titolo alla forte squadra della “Federico II’’ di Napoli e così pure la squadra femminile, ridotta ai minimi termini con solo due giocatrici: Bagnarelli e Frignani. L’intervistatore si rivolge poi a capitan Contento con una domanda diretta: “L’Università di Napoli vi ha battuto facilmente nei singolari, sono veramente così forti?” Il capitano felsineo risponde che gli amici di Napoli sono stati molto bravi, poiché al loro secondo anno di partecipazione hanno centrato l’obiettivo della conquista del titolo nazionale.

Per questo risultato, Mike riconosce un grande merito a Ciro Borrelli, capitano e giocatore della squadra napoletana: in così poco tempo, Ciro è riuscito a rinforzare la squadra partenopea tanto da renderla competitiva soprattutto nei singolari. Il giocatore partenopeo è risultato il miglior giocatore tra i dipendenti delle Università italiane e lo aveva già dimostrato in occasione delle partite disputate con la rappresentativa nazionale ANCIU. Mike sottolinea che le qualità tennistiche di Ciro Borrelli sono emerse soprattutto in semifinale, dove ha superato Luca De Ferrari dell’Università di Genova. La partita è stata da antologia: Luca continuamente proiettato in attacco con un gioco di anticipo e Ciro che reggeva alla perfezione la velocità del genoano passando al contrattacco appena il gioco calava di intensità. La forza di Ciro è stata evidente proprio nell’affrontare con pari mezzi il gioco veloce di De Ferrari e aumentare la potenza e la precisione dei colpi nei momenti in cui la palla era meno profonda. E all’intervistatore che gli chiede se anche il secondo singolarista sia cosi forte, Mike risponde che Guido Gargiulo, giocatore over 45 con classifica FIT C3, non è dello stesso livello di Ciro, anche se contro di lui ha perduto per 6/1, 6/0. Il gioco di  Gargiulo, basato su un’ottima preparazione atletica e buona sensibilità di braccio, mostra un buon palleggio e micidiali smorzate.

1998 La squadra di Bologna

Il capitano bolognese si lascia andare a considerazioni rassicuranti sul futuro della formazione felsinea: “Per quel che riguarda la nostra competitività, sono convinto che riusciremo ancora a resistere qualche anno. Il nostro doppio (Ricci Bitti G.-Ricci Bitti P.E.) è ancora imbattuto e penso che lo rimarrà a lungo. Sui singolari abbiamo un ottimo margine di miglioramento. È entrato a far parte della nostra rappresentativa Marco Di Filippo, attualmente dislocato presso la segreteria di Scienze politiche di Rimini, forte giocatore ex classificato che per motivi familiari non ha potuto essere con noi. È ovvio che in futuro, come è già successo con la squadra di Genova, il giusto incrocio dei singolaristi determinerà la vittoria o la sconfitta.

L’intervistatore esprime infine la sua meraviglia per la scarsa partecipazione delle tenniste bolognesi e si chiede se vi siano stati motivi particolari. Contento spiega che la squadra femminile è in crisi per vari motivi: il capitano Luisa De Cola è diventata full professor presso l’Università di Amsterdam; Lorenza Tedeschi è ferma per problemi alle vertebre cervicali, Luisa Casini è anche lei ferma per infortunio, mentre Elisa Zantedeschi non è potuta venire per motivi familiari. Mike coglie l’occasione per rivolgere un invito vibrante a partecipare a Elena Piccolomini e a Luisa Sacchetti, due atlete di gran livello tecnico, e ringrazia Serenella Bagnarelli e Maria Grazia Frignani che con il loro impegno hanno ottenuto il massimo risultato possibile.

 

 CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIV. CLASS. 2^ UNIV. CLASS.
1998

XI

Vico Equense (NA) – Univ. “Federico II”

Napoli

Bologna

 

 CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIV. CLASS. 2^ UNIV. CLASS.
1998

X

Vico Equense (NA) – Univ. “Federico II”

Venezia

Trieste