Cervia Milano Marittima 1996 – IX Campionato Nazionale Tennis ANCIU

IX CAMPIONATO NAZIONALE DI TENNIS A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 1996

Il nono Campionato si svolge a Cervia-Milano Marittima dal 4 all’8 settembre 1996. Sono presenti ancora le 12 Università del 1995 con l’eccezione di Reggio Calabria, il cui posto è preso da Catania: Bologna, Cagliari, Camerino, Catania, Ferrara, Genova, Milano, Pisa statale, Roma La Sapienza, Sassari, Trieste, Venezia.

L’incertezza del tempo che, fra squarci di azzurro e andirivieni di oscure nubi, prometteva ben poco di buono, era pari a quella che ai bordi del campo percorreva le due formazioni che, ancora una volta, si fronteggiavano per la conquista del titolo.

Quella mattina dell’8 settembre, pur nel festoso accavallarsi di battute scherzose, di arrivederci ai prossimi convegni scientifici o sportivi, si percepiva un clima da “resa dei conti” dopo la bruciante sconfitta patita da Bologna l’anno prima a opera dei Genovesi e l’immediata rivincita dei primi sui colleghi liguri nel Master del MURST dello scorso maggio.

A questo proposito, siccome il Cubo non dedica alcun rigo all’evento del 24/25 maggio a Milano Marittima, dovremo avvalerci della cronaca che Piergiorgio Seghene redige sul Genuense Athenaeum. Il breve trafiletto di Seghene passa in rassegna dapprima le squadre partecipanti: Genova, Bologna, Camerino, Milano, Roma “La Sapienza”, Trieste, Venezia e la rappresentativa del C.N.R. Il redattore ovviamente si limita a descrivere soprattutto l’evoluzione della squadra genovese, composta da 6 giocatori (M. Beltrametti, L. De Ferrari, M. Marchi, P.L. Pinelli, G. Pirolli, A. Silvestrini) e 3 giocatrici (E. Arato, G. Bellocchio, G. Ferrero).

Nella mattinata del 24 si svolge il sorteggio per formare due gironi da quattro squadre che dovranno incontrarsi fra di loro. Genova, testa di serie n. 1 si trova a competere per un posto in finale con Camerino, Venezia e Roma “La  Sapienza”, mentre Bologna, testa di serie n. 2 deve vedersela con Trieste, Milano statale e la rappresentativa del C.N.R.

La formula degli incontri è la solita: singolare femminile, doppio misto, singolare veterani, singolare libero, doppio femminile, doppio veterani, doppio libero. La squadra genovese, in cui esordisce con grande merito Mauro Beltrametti, vince tutti e tre gli incontri, lottando aspramente soprattutto con Venezia. La finale ripropone ancora una volta lo scontro Bologna/Genova. La nostra formazione. menomata dalle contratture muscolari di De Ferrari e Silvestrini e troppo debole nel settore femminile, deve cedere all’Università di Bologna che vince, con  pieno merito, il Master 1996.

Dopo la parentesi del Master, riprendiamo la cronaca del Campionato avvalendoci della descrizione del Cubo  1996-Cubo-N-¦-8-ottobre-1996.pdf (9 download) . Qualche chance in più Michele Contento, l’infaticabile stratega, capitano e giocatore dello squadrone bolognese pensava proprio di averla contro Genova, confidando in una quasi certa vittoria nel doppio e in un probabile esito positivo in uno dei due singolari. La nube Pinelli, l’indomabile genovese, uno e trino sul campo e fuori, capace, da buon ligure di risparmiare su tutto tranne che sulle energie e il cuore in campo e i rodomontici racconti fuori, incombeva, ma gli ombrelli erano pronti; più di un incontro non poteva fare, pertanto ….

E venne l’ora della resa dei conti. Dai foglietti gelosamente custoditi fino all’ultimo istante spuntarono i nomi dei primi due singolaristi: Bologna schierava Giorgio Aicardi, un pezzo da novanta, e Genova… Luca De Ferrari, un pezzo da… novantaquattro!

“Come!? … De Ferrari!? … Che scherzi sono questi … lui ha sempre giocato il doppio…” ci parve di intuire dall’impercettibile farfugliamento di Michele che, oltre all’ombrello, avrebbe avuto bisogno anche di un impermeabile e il cui sorriso di circostanza sembrava fissato col cementa tutto.

E fu così che, perso col De Ferrari e sprecata la sproporzionata superiorità nel doppio, la resa dei conti fu di nuovo col Pinelli. Il “volli, sempre volli, fortissimamente volli” di un generoso e indomito Michele ancora una volta dovette cedere al “corsi, sempre corsi, fortissimamente corsi” del Pinelli.

Otto settembre: tutti a casa! non prima però di avere massaggiato e intervistato il Michele capitano, giocatore e stratega della nostra squadra. Ed ecco quanto emerge dall’intervista con Mike.

“Caro Michele, tira pure il fiato e massaggiati, ma, in attesa di recuperare sensi e senno, cosa vorresti dire all’eterno Pinelli?

“Omissis (imprecazione colorita in bolognese) … lo, quello lì, va a finire che una volta o l’altra lo sfido a una gara di tiramisù davanti al sagrato di S. Lucia… ma poi va a finire che non digerisco il cioccolato e rivince lui, porca … (omissis) (altra imprecazione colorita in bolognese)”

L’intervistatore cambia tono: Ho capito, Michele, solo domande seriose e risposte conformi al tuo ruolo. Dunque, dopo la vostra vittoria su Genova al MASTER del MURST che avete disputato a Maggio 1996, pensavo che avreste riconquistato facilmente il titolo perso lo scorso anno.

“La squadra dell’Università di Genova, come ho più volte detto, è qualitativamente paragonabile alla nostra rappresentativa, pertanto la vittoria può arridere a una delle due squadre secondo la formazione che si schiera in campo”. E mettendo il dito nella piaga, l’intervistatore continua: Così anche quest’anno in finale avete sbagliato la formazione da contrapporre ai Genoani; quando imparerete? Repetita iuvant?

Purtroppo bisogna riconoscere ai nostri amici un acume tattico eccellente. Ricordo a chi non ci segue con assiduità, che la formula di gioco consiste in tre incontri nella sequenza singolo-doppio-singolo. La formazione di Genova, in questa occasione, era priva del secondo singolarista, Giovanni Pirolli, pertanto eravamo certi che la partita si sarebbe dovuta giocare su due incontri realmente equilibrati, il singolo disputato dal forte Pierluigi Pinelli e il doppio da De Ferrari-Silvestrini, dato per scontato che il loro secondo singolarista non era competitivo con nessuno di noi.

Partendo da questa valutazione era ovvio schierare il nostro doppio più forte, Giovanni Ricci Bitti e Lino Cludi, già più volte vittoriosi sulla coppia genovese.

I nostri avversari partendo dalle medesime considerazioni e non avendo più fiducia nel loro doppio, hanno schierato a sorpresa come primo singolarista Luca De Ferrari, mai utilizzato fino ad allora in questo ruolo, indebolendo cosi il doppio e puntando sulla vittoria dei due singolari. È ovvio che contro questa formazione, i due giocatori più forti della nostra squadra (Cludi-Ricci Bitti), sono stati sprecati”.

“Ho seguito con attenzione i due incontri di singolare — fa notare il redattore — e sicuramente De Ferrari è di categoria superiore al nostro pur bravo Aicardi, mentre il tuo avversario, Pinelli mi ha solo impressionato per la prestanza fisica”. Nella risposta, Michele cerca di analizzare le motivazioni della sconfitta: “De Ferrari non l’avevo mai visto impegnato in una gara di singolo, ma le sue qualità tecniche sono note; ha fatto parte della squadra nazionale giovanile insieme a Panatta, e il suo attuale potenziale tecnico è sicuramente vicino alla classifica FIT C2/C3, l’unica incognita di questo giocatore è la tenuta atletica.

Giorgio Aicardi, purtroppo, nulla ha potuto contro questo atleta che lo ha continuamente aggredito con colpi di anticipo e un gioco di attacco efficace. Forse l’unica osservazione da fare a questo incontro è che è stato giocato nelle condizioni climatiche e di campo più favorevoli al nostro avversario. La partita è iniziata sulla terra con una temperatura fresca e il tempo che minacciava pioggia; nel secondo set una leggera pioggerellina ha appesantito il campo, le bordate del genoano diventavano più prendibili e il gioco più equilibrato, tanto che ho iniziato a sperare in una rimonta del nostro Giorgio Aicardi. Ma uno scroscio di pioggia più violento ci ha obbligati a finire l’incontro al coperto su una superfice più veloce ove il bravo De Ferrari ha chiuso in breve tempo l’incontro.

Sicuramente più equilibrato dal punto di vista tecnico, è stato il secondo singolare, tra me e Pinelli. Il genoano è un atleta che ha una grinta e una resistenza eccezionali. È la seconda volta che ci incontriamo e ambedue le volte sono stato costretto al ritiro per crampi al terzo set. È ormai un classico: nel primo set godendo di una maggiore freschezza, riesco ad esprimere un tennis tecnicamente superiore; nel secondo, il gioco di Pinelli, basato sulla resistenza e sulla grande capacità di recuperare le palle più difficoltose, rende la mia azione sempre più pesante e dispendiosa, tanto da essere costretto all’abbandono”.

La mancata presenza di Pio Enrico Ricci Bitti nella finale è legata a impegni di famiglia e la conclusione dell’intervista lascia spazio a considerazioni positive in prospettiva futura, come fa rilevare il capitano:

“La squadra maschile può contare su vari giocatori che si possono alternare senza indebolirla. A Cervia abbiamo giocato in sei, ma potevamo essere in dieci, Maurizio Merli, Giuseppe Marinelli, Gabriele Falciasecca, Paolo Papillo sono riserve eccellenti e pronti a dare il proprio contributo”.

Di ben altro tenore è la descrizione del Campionato sul Genuense Athenaeum che titola: Ancora campioni!

Il redattore dell’articolo prende a prestito immagini dal mondo letterario e dalla storia del tennis. Ma seguiamo la sua descrizione. La squadra  maschile  di  tennis  del  CUG —  scrive — ha  vinto,  per la seconda volta consecutiva, il  Campionato italiano dell’ANCIU svoltosi sui prestigiosi campi del TC Cervia. Anche questa volta i tennisti genovesi hanno prevalso sui “nemici/amici” di sempre, i Bolognesi, forti di una squadra numerosa e competitiva, che annovera  nelle sue fila giocatori del calibro e della fama dei fratelli Ricci Bitti.

La vittoria non è stata quindi facile né agevole, anche perché i tennisti genovesi erano quattro gatti quattro (Luca De Ferrari, Mario Marchi, Pier Luigi Pinelli, Armando Silvestrini Biavati), essendo venuti a mancare, all’ultimo momento, due elementi validi come Mauro Beltrametti e, soprattutto, Giovanni Pirolli. Rinnovando le gesta dei quattro Moschettieri di Francia (quelli di Dumas e quelli della Davis), i giocatori genovesi,  capitanati da jaguar man Pinelli, illuminati dalla classe di braccio d’oro De Ferrari, sorretti dall’aggressiva vitalità di un bionico Marchi e deliziati dalle volées morbide e vellutate di Pando Silvestrini, vincevano il proprio girone a punteggio pieno, battendo nell’ordine Venezia, Trieste e Sassari.

La  squadra genovese approdava così alla semifinale, dove un sorteggio sfavorevole la metteva di fronte a Ferrara, forte del mancino Ilario Casoni (padre della B1 Giulia), reduce da risultati esaltanti nei  tornei estivi dell’Emilia Romagna e animato da una feroce voglia di rivincita nei confronti dei giocatori genovesi, rei d’aver infranto il mito della sua imbattibilità. Pare che, in occasione del primo incontro fra Casoni e Piter Pinelli, il capitano Mike abbia detto a quest’ultimo: “Caro Piter, tu potrai battere chiunque, ma non Casoni”. La previsione di Mike si rivelava sbagliata, come al solito. L’abbinamento metteva di fronte proprio Pinelli e Casoni: lo scontro che forse tutti aspettavano e il cui esito avrebbe deciso la squadra finalista. Un forte vento favoriva i colpi liftati di Casoni che si aggiudicava il primo set per 6/2; ma, nel secondo, il vento scemava e Pinelli vinceva per 6/3. Nel terzo set, il Ferrarese accusava crampi alla mano e si arrendeva, senza troppo lottare, per 6/2. Il doppio De Ferrari-Silvestrini, dopo un avvio stentato, regalava ai Genovesi il punto della vittoria, che veniva sancita da Marchi, il quale, dopo oltre due ore di dura lotta e di fair play batteva in tre sets il secondo singolarista ferrarese.

Ancora una volta, dunque, Genova arrivava in finale, dove l’attendeva Bologna, facile vincitrice su Venezia. Nella formazione della squadra da opporre ai Bolognesi la strategia dei Genovesi risultava ancora una volta decisiva e vincente. Considerata la forza del doppio di Bologna (G. Ricci Bitti/L. Cludi), d’Artagnan-Pinelli e i suoi moschettieri decidevano di schierare De Ferrari in singolare. La mossa si rivelava vincente: in due rapidi sets Luca batteva il primo singolarista bolognese, Giorgio Aicardi, e Pinelli, dopo la solita maratona, costringeva al ritiro l’altro singolarista di Bologna, quel Michele (S)Contento, che è divenuto la sua vittima abituale! Sulle note di We are the champions si concludeva trionfalmente l’esaltante avventura tennistica dei quattro moschettieri di Genova, confortata dalla puntuale e gradita presenza di Piergiorgio Seghene.

La descrizione del Campionato femminile è redatta sul Cubo da Luisa De Cola, che titola il suo commento: L’ennesima conferma del nostro squadrone femminile. La forte giocatrice felsinea ha parole di ammirazione per la sua squadra (Serenella Bagnarelli, Maria Grazia Frignani, Lorenza Tedeschi, Elisa Zantedeschi e Luisa De Cola) che per il terzo anno consecutivo vince il titolo senza lasciare nessuna possibilità alle avversarie.

Ancora una volta — scrive la De Cola — la rappresentativa femminile dell’Università di Bologna ritorna vittoriosa dai campi di Cervia. Un risultato forse atteso, ma nel tennis non si può mai essere sicuri di nulla fino all’ultimo punto. Il tempo, inclemente, ha ostacolato solo in parte il normale svolgimento degli incontri, costringendo le giocatrici a un turno sui campi veloci di Cesenatico. Ma il buon umore ha resistito alla pioggia e al vento e le partecipanti hanno accettato di buon grado i cambiamenti di programma.

Le Università presenti con una rappresentativa femminile erano 7: Bologna, Catania, Ferrara, Genova, Milano, Trieste e Venezia. Il torneo era articolato in due gironi per dare la possibilità alle giocatrici di incontrare più squadre possibili. Quindi le prime due squadre qualificate di ogni girone avrebbero disputato le semifinali a eliminazione diretta. Gli incontri prevedevano due singolari, e un doppio, e quest’ultimo interposto tra i due singolari. Le giocatrici hanno dato vita a un torneo agguerrito ma sempre vissuto con grande sportività e hanno lottato con tutte le proprie forze per vincere, ma soprattutto per portare un punto prezioso alla loro squadra.

Le sorprese tuttavia non sono mancate. La prima verificatasi nel girone A (Genova, Milano-Trieste, Venezia) è stata l’eliminazione della rappresentativa di Trieste che in passato era stata più volte protagonista di finali. Genova (Elisabetta Arato, Gabriella Bellocchio, Giovanna Ferrero e Anna Magrini), certamente cresciuta rispetto agli anni precedenti, e con una gran voglia di arrivare pur battendosi con grande agonismo, non riusciva a confermare il brillante  terzo posto dell’anno prima. Dopo una bella vittoria contro Trieste, perdeva con Milano e Venezia, che ha schierato due singolariste davvero temibili. Nel girone B (Bologna, Catania, Ferrara) le porte per la semifinale si sono aperte alle squadre delle Università di Bologna e di Catania. I gironi hanno così selezionato le squadre di Milano, Venezia, Bologna e Catania per le due semifinali.

Ma il risultato forse più inaspettato si è avuto nella semifinale tra Catania e Milano. Infatti sebbene Milano partisse favorita, la strategia tattica adottata dalle catanesi ha dato i suoi frutti. Con il primo singolare davvero combattuto, e conclusosi al terzo set in situazione di estremo equilibrio, la squadra di Catania otteneva il primo punto, e cominciava a credere che quella che sembrava un’impresa impossibile potesse diventare una realtà. E così nonostante il grande impegno delle giocatrici lombarde, punto dopo punto e game dopo game la squadra di Catania conquistava un posto in finale. Anche l’altra semifinale tra Bologna e Venezia è stata equilibrata. Infatti il primo punto è andato alla squadra di Venezia dopo una partita veramente combattutissima perduta dopo oltre due ore dalla nostra Tedeschi. Il punteggio veniva agevolmente riportato in parità dalle nostre doppiste Bagnarelli-Zantedeschi. L’ultimo e conclusivo singolare vinto dalla De Cola portava così la squadra di Bologna in finale.

La finale Catania/Bologna è stata giocata in un clima di grande serenità e di estrema sportività e anche, per la scrivente, siciliana, con un pizzico di emozione. Le avversarie catanesi, amiche da anni e assenti da questo campionato nelle ultime due edizioni, partivano forse svantaggiate per la recente sconfitta e dai precedenti a loro sfavorevoli. Ma a tennis non si può mai dire, anche se in questo caso il risultato è stato netto, nonostante l’impegno e la competitività dimostrati durante tutte le partite. La squadra di Catania ha dimostrato, comunque, grandi potenzialità. La ritrovata forma di Bianca Lombardo, la tenacia di Marisa Cocco e nuove leve in crescita tennistica quali Daniela Panno e Rita Anastasi daranno certamente del filo da torcere a tutte le giocatrici, il prossimo anno.

La chiosa della De Cola è, simpaticamente, all’insegna del  “volemose bene”: “Ma certamente la più grande vittoria è stata rendere piccola e unita questa nostra Italia, vedere che al nord come al sud si gioca con lo stesso entusiasmo, con la stessa voglia di vincere, con la stessa sportività e che fuori dal campo siamo tutti amici”.

 

 CAMPIONATO A SQUADRE MASCHILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1996

IX

Cervia – Milano Marittima

Genova

Bologna

 

 CAMPIONATO A SQUADRE FEMMINILE
ANNO EDIZIONE SEDE 1^ UNIVERSITA’ CLASS. 2^ UNIVERSITA’ CLASS.
1996

VIII

Cervia – Milano Marittima

Bologna

Catania

 

Lascia un commento